Compilazione del Modello Unico 2010: istruzioni e controlli per evitare errori e sanzioni

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Già l’Agenzia delle Entrate, con comunicato stampa del 28 giugno 2010, aveva dato rilievo ai più frequenti errori di compilazione del Modello Unico PF. In particolare, l’Agenzia suggeriva di prestare attenzione alle seguenti fattispecie:

  • trascrizione del codice fiscale del contribuente o dei familiari, spesso inesatta o incompleta;
  • spese sanitarie inizialmente non riportate e successivamente rinvenute, per beneficiare delle quali e della relativa detrazione occorre avvalersi di una dichiarazione integrativa, da presentare entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dell’anno successivo;
  • codice catastale del comune nel quale sono ubicati gli immobili di proprietà;
  • indicazione del numero della rata, oltre che dell’anno e dell’importo, nel caso delle ristrutturazioni edilizie;
  • riporto della quota-parte della detrazione spettante per canoni di locazione.

Di seguito, si propone, altresì, una veloce rassegna dei principali controlli ed adempimenti normalmente effettuati all’interno dello studio professionale.


In prima battuta, per quanto possa apparire superfluo, si ricorda di verificare che i dichiarativi siano stati predisposti per tutti i clienti obbligati alla presentazione, indipendentemente dall’assenza di versamenti (che, eventualmente, possono essere sanati con ravvedimento operoso) o dalla presenza di situazioni a credito. Nel caso in cui, invece, i contribuenti abbiano effettuato dei versamenti o beneficiato di compensazioni, si raccomanda di verificare la corrispondenza delle imposte versate con quelle dovute, al fine di porre rimedio, tra gli altri possibili errori, ad eventuali compensazioni avvenute in modo non conforme od all’utilizzo di crediti non spettanti.

Secondariamente, la fase di controllo delle dichiarazioni dovrebbe concentrarsi sulla verifica di alcune valutazioni sostanziali che erano state effettuate prima della pausa estiva (adeguamento agli studi di settore, non operatività e conseguente reddito minimo, soggettività passiva ad Irap da parte dei lavoratori autonomi, …). La revisione di tali valutazioni impone l’obbligo di presentare la dichiarazione correttamente compilata e di ravvedere gli eventuali minori versamenti d’imposta.

Infine, particolare attenzione deve essere posta nella compilazione dei quadri descrittivi, che non incidono direttamente, cioè, nel calcolo dell’imposta. Con riferimento alle società, si pensi, ad esempio, al prospetto del capitale e delle riserve (quadro RF), ai disallineamenti tra valori civilistici e fiscali (quadro RV), all’indicazione di amministratori e soci (quadro RO), all’esposizione dei dati di bilancio (quadro RS). Per quanto riguarda le persone fisiche, invece, si evidenzia solo l’estrema cura da usare, quest’anno più che mai a causa del brusco inasprimento delle sanzioni, nella compilazione del quadro RW, dedicato alle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero ed alle relative movimentazioni finanziarie, e nei delicati rapporti con l’istituto dello scudo fiscale.

Autore: Mauro Daniotti

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