Come mantenere il buon umore (anche in piena campagna fiscale)

smile!
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Ci sono giornate in cui la legge di Murphy  - “Se qualcosa può andar male, lo farà” –  trionfa, è inutile negarlo. Sono le giornate in cui siamo stanchi, stressati e perdiamo la capacità di guardare avanti con fiducia. Se lavoriamo con i clienti o siamo in ufficio con altre persone o, meglio ancora, siamo titolari di uno Studio, non possiamo permetterci di esternare i nostri malumori. Come mantenere allora il buon umore e la calma?

Ci sono alcuni trucchi che possono aiutarci, molto semplici in linea di principio, ma qualche piccolo sforzo bisogna farlo.

Chi  ben inizia…

Principiamo la giornata 10 minuti prima, in modo da avere un po’ di tempo per noi e concederci il lusso di fare colazione. Un po’ di zuccheri (e magari di caffeina) di mattina presto snebbiano la mente e mettono allegria. Se poi abbiamo l’opportunità di sorbire il caffè o il cappuccino al bar in buona compagnia o a casa con la famiglia, tanto meglio: si fanno due chiacchiere e si dà un’occhiata al giornale.

Creare l’ambiente giusto

Arrivati al posto di lavoro, ricordiamoci di salutare tutti col sorriso invece di mugugnare e chiediamo a tutti come va, intanto che il PC si accende. Se concediamo qualche minuto di attenzione alle persone con cui collaboriamo, aumenteremo la disponibilità reciproca e porremo le basi per una mattinata migliore. E se qualcuno ci assillerà subito con un problema, non respingiamolo, ma invitiamolo ad approfondire di là a qualche minuto, con più agio, seduti e tranquilli.

Riconoscere i propri limiti

Le telefonate cominceranno presto a susseguirsi a ritmo incessante, le visite dei clienti pure, il computer sarà troppo lento, la pratica introvabile… quando tutto si accavalla, prima di arrivare sul punto di esplodere, prendiamoci una piccola pausa, abbassiamo le spalle, respiriamo a fondo e ammettiamo con noi stessi e con chi è con noi che è il momento di fermarsi.  Avere limiti è umano, ammetterli coraggioso! Pretendere troppo da se stessi e dagli altri è un atteggiamento stressante e improduttivo, che alla lunga crea tensioni. Soprattutto le donne, che nella nostra società sono educate in genere un po’ più severamente dei fratelli, devono guardarsi dall’ansia di perfezione e imparare a farsi qualche piccola concessione.

Il potere del dono

In pausa offriamoci un caffè, o meglio ancora un frutto, e condividiamolo con chi è con  noi, sia anche un cliente. Accetterà volentieri, pure il più sussiegoso ed esigente e, anche se declinerà, sarà ben disposto nei nostri confronti. Il dono, per quanto piccolo, è un mezzo potentissimo per creare legami umani ed empatia, unisce le persone, ci fa comunicare meglio. Il tempo “perso” lo recupereremo subito perché saremo più freschi e più produttivi, trascorsi questi due minuti di relativo relax.

Se poi vuoi andare oltre con gli esperimenti, prova a portare di tanto in tanto delle brioche in ufficio o delle pizzette o delle caramelle, senza attendere ricorrenze particolari e  mettile a disposizione di tutti. Se l’ambiente è sano, qualcun altro ti seguirà e si instaureranno delle simpatiche abitudini e dei momenti di condivisione che miglioreranno il tono e il livello di cooperazione.

Non posticipare i grattacapi

Affrontiamo i problemi più grossi quando siamo più freschi, non rimandiamoli, perché saremo più stanchi. La nostra predisposizione a gestirli presumibilmente peggiorerà nell’arco della giornata, con l’aumentare dell’affaticamento. Affrontare le rogne è un po’ come entrare in una piscina fredda: è difficile all’inizio, ma poi dà soddisfazione e alla fine si esce sollevati e soddisfatti.

La pausa pranzo

La pausa pranzo è sacra, non va passata sbriciolando un panino sulla tastiera del PC, che è anche antigienico e porta all’inceppamento dei tasti. Magari solo mezz’ora, ma una bella insalatona o una pastasciutta, in ascetica solitudine o in spensierata compagnia, non ce la deve togliere nessuno. Non serve spiegare perchè. Evitiamo di leggere il giornale o di guardare la TV mentre mangiamo: appesantisce la digestione e ci fa rimuginare su temi generalmente poco distensivi, per usare un eufemismo.

Controllare la temperatura interna e sdrammatizzare

Al pomeriggio riprendiamo con rinnovato vigore. Manteniamoci saldi, disponibili e affabili, senza cedere di un millimetro. Misuriamo la temperatura del nostro umore e ricordiamoci, quando sentiamo che ci avviciniamo al limite di “bollitura”, di non stringere i denti, ma invece di concederci due minuti: alzarci dalla sedia per controllare il fax può essere un diversivo utile per distendere i muscoli, tanto quanto aprire una finestra per ossigenare la stanza o scambiare due parole distensive con un collega.

Se la bomba è prossima a scoppiare, sdrammatizza: una risata salverà il mondo! Persino Giacomo Leopardi, che non era proprio un allegrone, riconosceva che “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo”.

Se ti sembra di non riuscirci o non ti senti sicuro, puoi provare, nell’ordine, a:

  • Contare fino a 10/20/100
  • Bere un bicchiere d’acqua (la grappa mi sentirei di sconsigliarla…)
  • Fare il giro dell’isolato a piedi (molto consigliato, invece).

Tutto è meglio che perdere le staffe.

E sul far del tramonto…

Se la sera si fa tardi, avvisiamo a casa chi ci aspetta e cerchiamo di metterci dei limiti. Non trascuriamo troppo la famiglia che è il nostro sostegno e la nostra ancora di salvezza. Inoltre il cervello umano non può lavorare bene a oltranza, è dimostrato scientificamente. Chiaramente se c’è la scadenza bisogna fare tutto quello che va fatto, altrimenti, meglio organizzarsi bene per l’indomani, andare  casa, trovare un po’ di serenità e andare a farsi una bella dormita.

Buona notte.  E domani faremo meglio.