Stress: gestirlo in 3 mosse

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Come disse qualcuno*: “Stai calmo: tutto questo tra cent’anni non avrà alcuna importanza”…

Stanotte hai aperto gli occhi alle 4.30 e sei rimasto a guardare il soffitto fino alle 6? E ieri pomeriggio ci è mancato poco che scavalcassi la scrivania e assestassi 2 schiaffi a quel cliente così insopportabile? L’odore del pesce fritto della vicina ti rivolta tanto che daresti fuoco al condominio?

C’è qualche campanello di allarme che sta suonando forte e dovresti ascoltarlo: stai per varcare la soglia dello stress tollerabile. È ora di fare un esame delle tue priorità.

La nostra vita quotidiana trabocca di stimoli: le persone che incontriamo, la famiglia, il lavoro, le nostre passioni, la musica, il cinema, la letteratura, gli animali. Tutto ciò è estremamente positivo finché siamo in grado di accogliere e gestire la molteplicità delle informazioni che ci investe, perché ci arricchiscono, ci tengono ben vivi, allontanano la noia, riempiono le giornate. Ci affaticano, ma costituiscono quello che definiamo “stress positivo”, perché ci mettono in tensione verso i nostri obiettivi, le nostre ambizioni e ci portano soddisfazione.

Quindi: tutti siamo più o meno stressati, chi lo nega! Nel momento però in cui le energie si abbassano, la tensione rischia di spezzarci e iniziano i guai: nervosismo, intolleranza, poca disponibilità verso gli altri e persino disagi fisici e psicologici seri. Gli effetti dello stress vero e proprio, inteso come stato di tensione fisica e mentale perdurante in reazione a un evento problematico o a un cambiamento,  non sono da sottovalutare e per questo è bene imparare ad ascoltarsi, non trascurarsi e mettere in atto subito e con costanza alcune semplici strategie per gestire lo stress.

PRENDITI CURA DI TE: ascolta il tuo corpo e prenditene cura attraverso una corretta alimentazione, ritmi veglia-sonno appropriati, una moderata attività fisica che risulti piacevole e distensiva. Personalmente adoro passeggiare tra gli alberi, ma c’è chi predilige una bella sudata in compagnia su un campo da gioco. Dedicati qualche coccola: non serve un trattamento in spa all-inclusive de luxe, va bene anche una bella doccia calda seguita dalla crema idratante preferita. Oppure, per il genere più sociale, un aperitivo con gli amici senza parlare di lavoro e di problemi, magari ricordando le ragazzate di 10/20/30 anni fa.

RIAPRI I CANALI DI COMUNICAZIONE: può sembrare paradossale, ma talvolta pensare un po’ agli altri, quando si è troppo concentrati su se stessi e sui propri problemi, fa bene. Innanzitutto ci si distrae; poi magari ci si ridimensiona; infine l’altruismo ci migliora e qualcosa di buono torna sempre indietro. Riaprire i canali di comunicazione inoltre significa anche avere l’umiltà di chiedere aiuto, di esporsi con le proprie debolezze ed è il primo passo per cambiare punto di vista e ottenere un appoggio, morale o concreto.

RIDEFINISCI VALORI E PRIORITÀ: se siamo stressati, a meno che non abbiamo subito una grave perdita che non dipende da noi (penso a un lutto), probabilmente significa che ci stiamo ci stiamo dannando per ottenere qualcosa. Ma siamo proprio sicuri dei nostri obiettivi? Fermiamoci un attimo a controllare che siano coerenti con i nostri valori e con le nostre forze. Mettiamo in ordine le priorità e ridefiniamo la linea temporale delle scadenze. Se possiamo (vogliamo), prendiamoci una pausa. Urgente è diverso da  importante: ce ne siamo mai resi conto? Cancelliamo le urgenze che non sono importanti, perché generano ansie inutili.

Riprendere in mano la nostra vita: è questo che dobbiamo fare proprio quando tutto sembra sfuggirci di mano. Per farlo dobbiamo renderci conto che solo noi siamo responsabili e padroni di noi stessi e di ciò che ci accade.  Per farlo dobbiamo essere consapevoli del nostro valore e riappropriarci, se necessario, della nostra dignità.

Come scrisse Henry D. Thoreau “Ciò che l’uomo pensa di se stesso – ecco ciò che regola o piuttosto indica il suo destino. “

Mal che vada: manca poco alle agognate ferie… Ripartiremo da lì!

*Il filosofo americano Ralph Waldo Emerson