Le migliori ferie della vita. Il segreto di dare significato al proprio tempo

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Quest’anno qualcuno ha fatto le migliori ferie della sua vita, lo so per certo. Come ha fatto? Scopriamo insieme il segreto.

Te li ricordi i sogni, la voglia di fare qualcosa di speciale che avevi a 18 o 19 anni? Ti ricordi quando il mondo era una sfida terribile e bellissima? Quando potevi ancora scegliere tutto e tutto era possibilità? Conosco chi ha colto l’opportunità e ti voglio riempire il cuore con una bellissima storia.

Quest’anno un gruppo di ragazzi pordenonesi, del Liceo Leopardi-Majorana, nell’estate della maturità, sulla soglia di grandi importanti scelte, ha fatto una cosa che io trovo straordinaria: ha deciso di dedicare l’estate più memorabile all’incontro con l’Altro.

Con un paio di professori hanno organizzato un viaggio in Kenya, per dedicare tre settimane al volontariato presso ragazzi e giovani del luogo. Il tutto completamente a proprie spese e autofinanziandosi tramite la vendita di pubblicazioni e oggetti dedicati al progetto. Non hanno chiesto niente a nessun, tranne ai propri genitori.

La società per cui mi onoro di lavorare, sensibile all’iniziativa, ha dato un piccolo contributo, che però è stato totalmente utilizzato per acquistare materiali in loco per i lavori di artigianato e per la didattica dei ragazzi kenioti.

Il gruppo che è partito ha fatto un bagno nella povertà assoluta, vivendo presso la comunità locale, in una cultura totalmente diversa, dopo essersi preparati –per quanto possibile – insieme agli adulti del gruppo, per non cadere nelle illusioni sentimentali che sarebbero fatali in una situazione di questo genere.

Si sono rimboccati le maniche e hanno curato progetti concreti, attività didattiche con orfani e orfane, attività educative, ludiche e di artigianato nelle baraccopoli, tra i diseredati, imparando che cosa c’è fuori dalle alte mura dei villaggi turistici.

Perché ti racconto questa storia?

Perché abbiamo bisogno tutti di liberarci del cinismo imperante. E le storie vere ci mancano. Manca la fiducia nelle istituzioni, nelle grandi ONLUS, e ormai, spesso, anche nelle ONG. Ma non perdiamo la fiducia nelle azioni individuali.  Mi piace darvi i nomi di questa storia vera, in cui non c’è alcun “magna-magna”. Sono: Claudia, Carlo, Paolo (i prof.) e Daniele, Tamara, Silvia, Giulia, Annalisa, Martina, Valeria, Marta, Jolanda, Anna, Angela, Chiara, Edoardo, Andrea, Tommaso e Alessandro (i ragazzi).

Con questa esperienza hanno saputo dare un grandissimo significato alla propria estate. Tutta un’altra cosa rispetto ad andare a Mykonos, Ibiza o Rimini.

Nell’estate della maturità sono diventati veri uomini e donne, con un piccolo sacrificio (tre settimane) che non ha cambiato il mondo, ma che ha cambiato loro e che, senza dubbio, si è trasformato in un valore umano enorme. Questo valore li aiuterà, ne sono certa, a compiere meglio le scelte che li attendono.

A noi ricordano, se ci siamo persi poco o tanto dell’idealismo che anche noi possedevamo a quell’età, che per dare valore al nostro tempo è necessario fare scelte importanti nella quotidianità della vita per testimoniare i nostri valori nelle piccole cose e con l’esempio. Ci ricordano i nostri sogni e l’urgenza di perseguirli.

PS: Se vuoi leggere il diario di viaggio di Maturi per l’Africa, clicca su questo link: http://www.rotteincrociate.com/tag/kenya/