Manovra di Ferragosto tra dubbi e incertezze

Con l’obiettivo di fare cassa e raggiungere il pareggio di bilancio, in data 1 settembre 2011 è stato presentato dal Ministero delle Finanze alla Commissione Bilancio del Senato il nuovo pacchetto di emendamenti alla cosiddetta Manovra di Ferragosto (D.L. n. 138 del 13 agosto 2011), che se approvato, porterà ad un inasprimento della lotta all’evasione fiscale.

Diverse sono le novità introdotte con il nuovo pacchetto di emendamenti, che dovrebbero compensare il mancato gettito del contributo di solidarietà. Vediamo le principali novità anche se queste potrebbero subire variazioni o essere oggetto di modifiche nel momento stesso in cui si scrive.


Le varie modifiche introdotte all’articolo 1 del D.L. 138 prevedono, tra le altre cose, un maggiore coinvolgimento dei Comuni nella lotta all’evasione fiscale. Interessati dai tagli lineari subiti, i Comuni si sono visti riconoscere in questo modo la totalità degli introiti recuperati con il loro contributo alla lotta all’evasione e non soltanto il 50% come era previsto originariamente dal decreto.

Altra novità contenuta nel pacchetto di emendamenti è che i Comuni avranno la possibilità di pubblicare sui propri siti internet le dichiarazioni dei redditi di determinate categorie di contribuenti ma solo in forma aggregata.

Quasi certo invece, dovrebbe essere l’aumento della base imponibile per la tassazione del reddito delle cooperative e dei consorzi. La bozza di emendamento, infatti va a modificare la Legge n. 311/2004 in modo da aumentare il peso degli utili netti annuali nella formazione del reddito imponibile dal 55 al 65% per le cooperative di consumo e consorzi e dal 30 al 40% per quello di cooperative e consorzi ad eccezione delle cooperative agricole di cui al D. Lgs. n. 228/2001.

Anche le società di comodo sono interessate dalle misure restrittive che prevedono un aumento dell’aliquota IRES (pari attualmente al 27,50%). Un emendamento alla manovra di ferragosto propone che l’aliquota IRES per le società di comodo è applicata con una maggiorazione di 10,5 punti percentuali.


Salta l’introduzione dell’obbligo di inserimento in dichiarazione dei redditi dei rapporti con operatori finanziari e banche con possibilità di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Uno degli emendamenti prevede uno sconto di sanzioni per le imprese e i professionisti con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro, in caso di violazione delle dichiarazioni Irpef e IVA, se utilizzano strumenti di pagamento tracciabili.

Salta definitivamente il contributo di solidarietà del 5% per i redditi sopra i 90.000 euro e del 10% per i redditi oltre i 150.000 euro. Restano confermate le misure già previste dalle manovre precedenti che riguardano i dipendenti del pubblico impiego e le pensioni d’oro.

Il nuovo pacchetto di emendamenti prevede anche delle norme antielusive più stringenti per i casi di concessione di godimento di beni dell’impresa a soci a familiari. In particolare viene prevista una neutralità fiscale dell’operazione se il corrispettivo pattuito è almeno pari al valore di mercato del diritto di godimento.

Per chi invece evade il fisco per cifre superiori ai 3 milioni di euro si aprono le porte del carcere. Viene infatti abolita la sospensione condizionale della pena per chi froda il fisco per oltre 3 milioni di euro.

Sul fronte delle pensioni, al momento non sembra previsto nessun intervento. Per il calcolo dell’età pensionabile si terrà ancora conto degli anni eventualmente riscattati per la laurea ed il servizio militare. Si pensa già ad una riforma strutturale per tutta la previdenza (probabilmente in autunno).


Tra le novità inserite all’ultimo minuto, vi è la possibilità concessa all’Agenzia delle Entrate di stilare liste nere di contribuenti da mettere sotto controllo in via preventiva, attraverso la collaborazione degli intermediari finanziari.

E negli emendamenti presentati non c’è spazio per nuovi condoni o nuove sanatorie, ma non si esclude che con la manovra si possa tentare il recupero delle somme non pagate dai contribuenti che hanno aderito al condono, ma non hanno versato il dovuto.

Il decreto modificato approderà martedì 6 settembre 2011 in Aula al Senato per l’eventuale approvazione.
Autore: Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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