Il Redditometro – in pillole

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Il 25 ottobre Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha presentato la nuova versione del Redditometro, che entrerà in azione nel febbraio 2012 con controlli a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2010  (relative all’anno d’imposta  2009).

Il redditometro è uno strumento di “controllo e di orientamento” per tutti i contribuenti intesi come persone fisiche, che a regime riguarderà 22 milioni di famiglie ovvero circa 50 milioni di soggetti e si baserà su un centinaio di voci di spesa, rappresentative del tenore di vita, che viene inferito e confrontato con quanto rappresentato nella dichiarazione dei redditi.


Il principio su cui si basa il redditometro in pratica è il seguente: le spese devono corrispondere alle entrate.

Se c’è un rilevante squilibrio, per cui lo stile di vita testimoniato dalle spese è superiore a quanto le entrate sembrano “permettere”, scatta l’accertamento.
Cosa significa rilevante? Il redditometro si attiva automaticamente?
In caso di scostamento lieve, non succede nulla; con uno scostamento oltre il 20% scatta un controllo con contraddittorio; in caso di scostamento sproporzionato, si attivano controlli mirati e scatta un vero e proprio accertamento.

Le voci di spesa considerate spaziano dalla casa alle assicurazioni, dalla scuola per i figli ai gioielli, dall’auto alla vacanza e sono ponderate per area geografica e tipo di famiglia.
È chiaro che una famiglia senza figli del nord va trattata in modo diverso da un single e da una famiglia con tre figli del Meridione… il redditometro contiene dei parametri che dovrebbero “pesare” statisticamente le situazioni territoriali e le differenze dei nuclei familiari.

Il redditometro, insieme allo spesometro, costituisce il cosiddetto accertamento sintetico.
La differenza ? Lo spesometro, o accertamento sintetico puro, costituisce una comunicazione della spesa effettiva, mentre il redditometro, pur essendo comunque fondato sulla spesa, la rileva figurativamente.


È chiaro che è diversa la cogenza dei due sistemi di accertamento e controllo e che in futuro si andrà sempre più, grazie al perfezionamento degli strumenti informatici e delle conseguenti migliorate possibilità di rilevazione e  incrocio dei dati, verso un diretto rintracciamento delle spese effettivamente sostenute dal contribuente.

In altre parole: il redditometro avrà un ruolo secondario rispetto alla capacità dello spesometro di rilevare le incongruenze delle spese i rispetto al reddito. La funzione vera del redditometro, più che di vero accertamento, è di carattere psicologico: serve a far prendere consapevolezza al cittadino e contribuente di quanto sarà palese lo scostamento tra le sue spese (il suo tenore di vita) e la dichiarazione dei redditi che andrà a rendere.
Tanto più che l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione di tutti a febbraio 2012 un software che consente di calcolare la propria capacità di spesa per confrontarla con quanto si andrà a dichiarare nei mesi seguenti nel Modello 730 o nel Modello Unico Persone Fisiche.
Praticamente ogni contribuente potrà calcolarsi il proprio redditometro e farsi un esame di coscienza prima di recarsi dal proprio commercialista di fiducia…

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