Lotta all’evasione: in rampa di lancio redditometro, spesometro, conti bancari, lista TAU

L’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera alla Camera dei Deputati, permette di delineare i punti cardine della strategia di contrasto lotta all’evasione fiscale.

Redditometro
Il nuovo redditometro da marzo uscirà dalla fase sperimentale e assumerà una doppia funzione:


  • per il fisco, strumento di selezione, analisi e accertamento;
  • per i contribuenti, di orientamento per la prossima dichiarazione dei redditi.

Nel dettaglio, ha spiegato il numero uno delle Entrate, lo strumento interessa 22 milioni di famiglie, ossia 50 milioni di soggetti, individua 100 voci di spesa a cui vengono applicati dei moltiplicatori con cui le spese si convertono in reddito.

Le ultime sperimentazioni riguardano proprio i coefficienti di conversione e la loro affidabilità per la definizione del reddito atteso.
La fase di sperimentazione del redditometro da parte delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e degli Ordini professionali che hanno aderito alla richiesta di collaborazione dell’Agenzia, si concluderà a fine febbraio.

A breve poi, anche sulla base degli esiti della sperimentazione, si punterà sulla capacità dissuasiva dello strumento mettendo a disposizione dei contribuenti un software “standing alone”, cioè uno strumento di “orientamento” sulla “coerenza” del reddito dichiarato rispetto alla capacità di spesa sostenuta nel corso dell’anno.

Allo stesso tempo, continua Befera in audizione, l’Agenzia sta procedendo alla realizzazione di un applicativo, basato sul medesimo modello statistico-matematico, per potenziare l’attività di analisi del rischio di evasione e, quindi, di selezione mirata di significative posizioni soggettive nei cui confronti procedere con l’attività di controllo.
Solo in un prossimo futuro il redditometro potrà essere utilizzato come strumento di accertamento di massa.


Spesometro
Il Direttore delle Entrate ha sottolineato che i dati acquisiti confluiranno in un’apposita banca dati e che, tramite gli incroci con le altre informazioni contenute nell’Anagrafe tributaria, consentiranno di selezionare i soggetti da sottoporre a controllo.
In particolare:

  • Per le persone fisiche non titolari di partita IVA, gli elementi acquisiti verranno confrontati, assieme agli altri elementi di maggiore capacità contributiva, con i redditi dichiarati: in caso d’incongruenza, saranno utilizzati nell’ambito del nuovo redditometro.
  • Per i titolari di partita IVA, invece, le informazioni raccolte permetteranno di verificare il volume d’affari e i ricavi, nonché i costi e gli acquisti, indicati nella contabilità e nelle dichiarazioni fiscali, ovvero, in caso di omessa presentazione della dichiarazione, di ricostruire la base imponibile IVA e la posizione reddituale del contribuente.

È in esame la possibilità di eliminare la soglia oltre la quale le operazioni vanno comunicate trasformando lo spesometro in un vero e proprio “elenco clienti e fornitori”, fermo restando l’obbligo di comunicare le operazioni rilevanti effettuate nei riguardi dei consumatori finali.
Le motivazioni sono legate alle difficoltà da parte degli operatori e dei professionisti di individuare le operazioni rilevanti da comunicare (per esempio operazioni collegate).

Indagini sui conti correnti bancari
Le comunicazioni delle movimentazioni finanziarie serviranno esclusivamente per selezionare le posizioni da sottoporre a controllo e non potranno attivare le presunzioni relative alle indagini finanziarie.

Scongiurato, quindi, il pericolo che ha creato non poche apprensioni che, una volta acquisite le movimentazioni esse potessero essere tradotte automaticamente in presunzione di maggior reddito con buona pace di quelle norme poste a tutela del contribuente (autorizzazioni degli organi deputati necessari per attivare le indagini finanziarie vere e proprie).
È stato detto che il provvedimento, in fase di elaborazione, disporrà che non verranno comunicati tutti i movimenti, ma soltanto i saldi e il totale “dare e avere” delle movimentazioni stesse.

In questa maniera, è del tutto evidente che i dati per masse non attiveranno alcun tipo di presunzione di evasione legittimante l’accertamento. In definitiva le informazioni in oggetto serviranno per la selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo e solo dopo che verrà attivato il controllo l’ufficio potrà accedere ai dettagli seguendo le procedure ordinarie in vigore da diversi anni.

Lista TAU
All’audizione presso la Camera dei deputati va aggiunta la videoconferenza tra l’Agenzia delle Entrate e le Direzioni Regionali. Nell’occasione l’Agenzia ha presentato un nuovo strumento che unifica due liste che finora gli uffici ricevevano separatamente. Si tratta della lista relativa agli immobili (identificata con la lettera T) e quella delle automobili (con le lettere AU).

Nell’ unica lista (immobili e autovetture), le autovetture verranno prese in considerazione a prescindere dalla cilindrata coinvolgendo così l’intero parco auto.
Le motivazioni sono di “natura ideologica”. “L’accertamento sintetico non va a caccia del lusso, non censura stili di vita, ma individua spese eccessive se messe a confronto con i redditi dichiarati.”

In questa maniera anche un’utilitaria, pur non essendo un simbolo di lusso può essere un campanello di allarme (sic!).
Va precisato, però, che l’indicazione metodologica ricevuta dagli uffici è stata quella di considerare le posizioni più rilevanti discernendo così le diverse situazioni in maniera da  destinare le risorse a disposizione a contrastare fenomeni evasivi più consistenti.

La filosofia di fondo nella lotta all’evasione è cambiata, come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altri nostri interventi: prima si decideva di approfondire l’esame della posizione del contribuente sottoposto a controllo con l’ausilio delle varie banche dati; oggi la logica è capovolta: una volta acquisiti determinati dati questi diventano la fonte d’innesco per effettuare i controlli presso quello specifico contribuente.

Per l’anno 2012 l’Agenzia utilizzerà strumenti straordinari per la lotta all’evasione. Si spera che tali strumenti possano essere utilizzati in maniera incisiva e corretta.

Da stigmatizzare l’ironia dei verificatori manifestata durante i “controlli-spettacolo” con finalità pseudo-educative (“grazie all’Agenzia gli incassi sono triplicati”).
Su quest’ultimo aspetto, per rimettere le cose a loro posto, anche per non ritrovarci dei “mostri in casa”, è bene ricordare che il TAU, notorio simbolo francescano, richiama ai valori di sobrietà e rispetto per il prossimo.