Casa, lavoro, fisco, edilizia, giustizia e pubblica amministrazione. Ecco le misure per la crescita.

“È possibile portare un cavallo all’abbeveratoio ma non lo si può costringere a bere”. E’ una delle massime più celebri utilizzata dall’economista John Maynard Keynes per descrivere il concetto macroeconomico della “trappola della liquidità”. La massima è in prestito per rendere l’idea della situazione economica italiana dopo la proposta del Decreto Sviluppo varato dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012 che contiene una serie di misure per rilanciare la crescita dell’economia.

Ecco nel dettaglio le misure predisposte dal Consiglio dei Ministri.


  1. La detrazione IRPEF per i lavori di ristrutturazione edilizia passerà dall’attuale 36% al 50%. Infatti, per le spese documentate, sostenute dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 giugno 2013, relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è prevista una detrazione IRPEF dall’imposta lorda pari non più al 36%, come attualmente previsto dall’art. 16-bis del TUIR, bensì al 50%, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro e non più a 48.000 come disposto finora. Per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 è consentita una detrazione IRPEF del 50%, mentre la norma attuale prevede, per le spese a partire dal 1° gennaio 2013, un abbassamento della percentuale dal 55 al 36%. La detrazione del 55% è valida fino al 31 dicembre 2012. Restano in vigore tutte le altre regole, dalla rateazione in 10 anni della detrazione, alle modalità operative, fino all’elenco delle opere agevolabili.
  2. Si introduce un contributo in forma di credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato in possesso di laurea magistrale a carattere tecnico o scientifico impiegato in attività di ricerca e sviluppo o in possesso di dottorato di ricerca senza vincoli sulle attività di impiego. Si prevede un beneficio pari al 35% delle spese calcolate sul costo aziendale con l’obbligo di trattenere il personale assunto per almeno 3 anni.
  3. L’attuale normativa prevede che le cessioni e le locazioni da parte delle imprese edili di nuove costruzioni destinate ad uso abitativo, oltre il termine di cinque anni dalla costruzione, sono esenti dall’imposizione di IVA. Tale disciplina impedisce alle imprese di costruzione di recuperare l’IVA pagata per la realizzazione dell’opera, nel caso in cui questa venga venduta o locata dopo il termine di cinque anni. In questa situazione, l’IVA rimane quindi a carico degli imprenditori edili. La norma abolisce il limite temporale dei cinque anni, prevedendo quindi che le cessioni o locazioni di nuove abitazioni effettuate direttamente dai costruttori siano sempre assoggettate ad IVA, consentendo di conseguenza alle imprese di avvalersi della compensazione.
  4. E’ possibile la SRL semplificata senza vincoli rispetto all’età dei soci. Fatto salvo quanto già previsto dalla normativa vigente per le SRL semplificate per gli under 35 viene introdotta una nuova disciplina per la SRL semplificata nel caso in cui i soci siano di età superiore ai 35 anni.
  5. Per consentire i necessari accertamenti sul funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), vengono sospesi il termine di entrata in operatività del sistema per un massimo di 12 mesi e i conseguenti adempimenti delle imprese. Resta ferma la disciplina di controllo preesistente.
  6. Anche le imprese in crisi sono coinvolte nel decreto sviluppo. Infatti, si introduce la misura che prevede la possibilità di depositare un ricorso contenente la mera domanda di concordato preventivo, senza la necessità di produrre contestualmente tutta la documentazione finora richiesta. Il debitore potrà così accedere immediatamente alle protezioni previste dalla legge fallimentare. L’obiettivo è quello di promuovere l’uscita anticipata della crisi.
  7. Altre proposte riguardano la semplificazione dei meccanismi procedimentali per ottenere assensi edilizi: in caso di intervento edilizio soggetto alla SCIA (Segnalazione certificata d’inizio attività), si introduce la possibilità di sostituire atti e pareri formali con autocertificazioni di tecnici abilitati. La stessa logica è introdotta in caso di interventi soggetti a DIA (Denuncia d’inizio attività).
  8. Si punta, poi, ad ampliare le opportunità di ricorso al mercato del debito per le società non quotate, anche di media e piccola dimensione (escluse le micro-imprese), mediante l’emissione di strumenti di debito a breve termine (cambiali finanziarie) e a medio-lungo termine (obbligazioni e titoli similari, obbligazioni partecipative subordinate), con il supporto di “sponsor” che assistono gli emittenti.

Le altre misure contenute nel decreto mirano a rendere più celere la Giustizia civile con indennizzi per l’eccessiva durata e filtri di ammissibilità dei giudizi in appello. Vi sono proposte che riguardano la pubblica amministrazione con norme relative alla trasparenza delle informazioni con pubblicazione su internet di dati e informazioni per spese superiori a mille euro, la nascita dell’Agenzia per l’Italia digitale che avrà il compito di accelerare e coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie. Completano il quadro delle misure i provvedimenti per rendere più efficiente la nuova Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, un piano di interventi infrastrutturali nelle città e misure per migliorare e liberalizzare il mercato dell’Energia.

“Il provvedimento, si legge nella nota stampa diffusa da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, punta ad attivare molteplici leve necessarie per stimolare il rafforzamento della competitività, la ripresa della domanda, lo stimolo al dinamismo imprenditoriale: dall’attrazione di capitali privati all’accelerazione e semplificazione delle procedure per recuperare il ritardo infrastrutturale accumulato, dal rilancio dei settori dell’edilizia e delle costruzioni alle misure per lo sviluppo dei porti, dalla costituzione del Fondo per la Crescita sostenibile grazie al riordino e alla semplificazione degli strumenti di incentivazione alle imprese, al credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato, dall’introduzione di nuovi strumenti di finanziamento e accesso al credito per le imprese, alle misure volte a facilitare la risoluzione in continuità delle crisi aziendali, dalle misure per il sostegno all’internazionalizzazione e alla realizzazione delle infrastrutture energetiche, agli interventi per ridurre i tempi della giustizia civile”.

In altri termini, l’acqua nell’abbeveratoio è stata messa. Tocca al “Cavallo Italia” fare la sua parte.