Le cartelle pazze e l’IMU entrano nella legge di stabilità 2013

Il DDL cartelle pazze approda nella legge di stabilità nonostante le difficoltà che erano sorte presso la commissione finanze del Senato. Stante il testo del sub emendamento immesso nella legge di stabilità, è previsto il blocco delle cartelle di pagamento emesse erroneamente su semplice istanza del contribuente. La pretesa dell’Ente creditore o dell’agente della riscossione verrà annullata di diritto trascorsi 220 giorni dalla richiesta sopra evidenziata se gli stessi non si sono, nel frattempo, attivati per la risoluzione della problematica sorta con il contribuente.

Novità, inoltre, per ciò che riguarda i miniruoli. Attualmente, infatti, la sospensione dei  ruoli di importo non superiore a euro 2.000 prevede un doppio preavviso postale a distanza di almeno sei mesi l’uno dall’altro. Al contrario, la procedura riguardante l’incasso dei miniruoli prevederebbe che Equitalia avverta il debitore (a mezzo posta ordinaria) attraverso un sollecito di pagamento. Questa notifica è importante perché da tale data, decorrono i 120 giorni di fermo automatico con le ganasce.


Il destino del disegno di legge in esame, quindi, dipende da quello della legge di stabilità che è diventato “innaturalmente” l’ultimo treno da prendere prima della fine della legislatura per inserire questo o quel provvedimento.

Un’altra novità introdotta da un apposito emendamento alla legge di stabilità è quella che vede, a decorrere dal 2013, il passaggio dell’IMU totalmente ai Comuni. Questo vuol dire che, dal prossimo anno, i comuni percepiranno una quota IMU molto più significativa rispetto a quella che, stante le ultime rilevazioni, ha portato nelle casse dei municipi circa euro 14,8 miliardi. In cambio, però, i comuni dovranno rinunciare a una grossa parte dei trasferimenti erariali; infatti, in base al testo dell’emendamento, la misura sarà approvata soltanto a “saldi invariati”.

Questa scelta sarà certamente accolta con favore dai contribuenti perché non sarà più necessario dividere la quota di pagamento dello stato da quella comunale. Purtroppo, però, è necessario osservare che il beneficio in esame sarà solo burocratico, considerato che non è prevista alcuna riduzione dell’IMU che, ad invarianza di gettito, rimarrà di circa 21 miliardi.

Un discorso separato, invece, deve essere fatto per gli immobili commerciali; in tal caso, infatti, l’emendamento alla legge di stabilità prevede che le aliquote e gli incassi saranno di competenza statale.


Massimo D’Amico – Centro Studi CGN