Adeguata verifica: le cose che devi assolutamente sapere

È l’adeguata verifica della clientela ossia la traduzione italiana del principio “Know your customer” (conosci il tuo cliente) uno degli adempimenti più delicati richiesti dalla normativa antiriciclaggio. In che cosa consiste? Perché è così importante?

Il riciclaggio consiste nel rimettere in circolazione nell’economia legale, denaro, beni o utilità derivanti da attività illecite ovvero compiere in relazione a essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.


Esso può consistere:

  • nella conversione/trasferimento di beni provenienti da attività criminose;
  • nell’occultamento/dissimulazione della reale natura di beni provenienti da attività criminose;
  • nell’acquisto/detenzione/utilizzazione di beni, essendo a conoscenza della provenienza da attività criminose;
  • la partecipazione a uno degli atti precedenti.

L’isolamento delle persone che compiono tali azioni (che destabilizzano il sistema economico-finanziario sano), sono alla base dello svolgimento dei compiti di adeguata verifica della clientela dettati dall’art. 18 del D. Lgs. 21.11.2007 n. 231 che prevedono di:

  • identificare il cliente e verificarne l’identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente;
  • identificare l’eventuale titolare effettivo  (e cioè la persona/e fisica nell’interesse della quale/i il cliente agisce);
  • ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo/prestazione professionale richiesta;
  • svolgere costantemente nel tempo, il controllo della posizione.

Lo scopo della normativa dettata dal predetto D. Lgs. 231-2007 (recepimento italiano della III Direttiva comunitaria 2005/60/CE, meglio nota come “antiriciclaggio”) è quello di prevenire l’utilizzo del sistema finanziario e di quello economico, per finalità di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

È per questo scopo d’interesse generale che il legislatore ha chiamato a collaborare attivamente intermediari finanziari, professionisti ed imprenditori che, per l’attività esercitata, possono più facilmente di altri imbattersi in coloro che vogliono immettere nel circuito della legalità beni o denaro che invece provengono da fonti illecite, per cancellarne le tracce e dissimularne l’origine.


Da ciò le regole sull’identificazione del cliente, la necessità di conoscere l’eventuale esistenza del “titolare effettivo”, le norme stringenti sulla registrazione di alcuni dati e sulla conservazione di altri, il monitoraggio nel tempo che la prestazione professionale/di servizi inizialmente richiesta ed apparsa lecita, persista coerentemente.

Se si penserà che la norma non è nata tanto per diffidare dei clienti di cui conosciamo gli intendimenti quanto per metterci in guardia da chi vuole usare il sistema economico-finanziario per fini di riciclaggio avvalendosi della inconsapevole partecipazione di professionisti del settore, la compilazione della scheda di determinazione del grado di rischio del cliente non sarà considerata un’inutile adempimento ma rappresenterà la valutazione del soggetto al quale destinare la propria professionalità.

La conoscenza delle norme vigenti in tema di antiriciclaggio, che in tempi di crisi economica è di particolare interesse per la maggiore vulnerabilità del sistema economico-finanziario, è quindi importante non tanto e non solo per evitare di incorrere nelle pesanti sanzioni previste, ma per perseguirne le finalità.

Dott. Rag. Giuseppina Spanò – Palermo