Cos’è e come funziona il TRISE

Il disegno di Legge di Stabilità varato il 15 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri, ed ora all’esame delle Camere, prevede l’introduzione di un nuovo tributo: TRISE, il Tributo sui servizi comunali. Ma cosa è? E come funzionerà?

Il nuovo tributo, che sostituisce l’IMU e la TARES, è caratterizzato da due componenti: la TARI e la TASI.


TARI

La TARI va a sostituire i costi del servizio di raccolta dei rifiuti ed è calcolata sulla superficie calpestabile dell’immobile e sul numero dei componenti il nucleo familiare che lo occupa.

Come si legge nella bozza della legge di stabilità, la TARI è dovuta da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse.

Il pagamento del nuovo tributo spetterà quindi esclusivamente a chi occupa l’immobile e sarà commisurato all’anno solare.


Come è facile immaginare, le tariffe della TARI, che saranno diverse da Comune a Comune e copriranno l’intero ammontare del costo del servizio di smaltimento dei rifiuti, saranno più elevate rispetto alla TARES.

TASI

La TASI va a coprire i servizi indivisibili dei comuni (manutenzione strade, illuminazione pubblica, etc…) e sarà calcolata sulla base imponibile dell’IMU. L’aliquota di partenza della TASI sarà fissata all’1 per mille oppure a 1 euro a metro quadro. Sarà l’ente comunale che a sua discrezione opererà la scelta di uno dei due parametri. Il tetto massimo dell’imposizione non potrà superare comunque l’aliquota massima dell’IMU più la suddetta maggiorazione. In sostanza la somma della vecchia IMU e della TASI potrebbe arrivare al 5 per mille sulla prima casa e all’11,6 per mille sugli altri immobili.

Chi versa il nuovo tributo? A versare la TASI, non saranno solo i proprietari, ma anche gli inquilini nella misura tra il 10 e il 30% dell’imposta.

Sono comunque previste delle agevolazioni fiscali. Chi fa la raccolta differenziata, ad esempio, può applicare una riduzione del 20% nel caso in cui il servizio di raccolta dei rifiuti subisca ritardi o interruzioni di qualsiasi natura. TASI ridotta anche per le abitazioni con un solo occupante o per le abitazioni occupate solo per metà dell’anno.

Il nuovo tributo (TRISE) così formato dalla TASI e dalla TARI andrà versato in quattro rate trimestrali con scadenza 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 dicembre. I comuni però, potranno stabilire scadenze e rateizzazioni diverse.


E l’IMU che fine farà?

La vecchia IMU non si pagherà più sugli immobili adibiti ad abitazione principale, eccezion fatta per gli immobili di lusso. Ricordiamo che gli immobili di lusso sono quelli individuati dalle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

http://www.il-commercialista-dei-professionisti.com