Ecco come migliorare l’immagine dello studio con la corporate identity

Se dovessi scegliere tra uno studio dove appena entrato sei subito accolto da personale sorridente e preparato in grado di indirizzarti verso giuste scelte nel minor tempo possibile, e un altro dove invece il personale non è abbastanza pronto e attento alle tue esigenze… quale sceglieresti?  La risposta appare scontata! Eppure, la stessa situazione può ripetersi ogni giorno nei nostri studi professionali ogni qualvolta entra un cliente. Almeno fino a quando non miglioriamo la corporate image dello studio.

Con il termine corporate image si può intendere il risultato dei comportamenti e delle relazioni che lo studio intrattiene con il suo pubblico (clienti, fornitori, enti pubblici, soci, professionisti, dipendenti,  etc…).


L’immagine percepita dal pubblico e dal mercato di riferimento è frutto di tre elementi: la corporate identity, la visual identity e la reputazione.

Nell’articolo di oggi parliamo di corporate identity dello studio professionale. Con questo termine si intende l’immagine che uno studio professionale ha (o cerca di procurarsi) presso il suo pubblico in modo da distinguersi dai concorrenti.

In altri termini, la corporate identity è l’essere dello studio professionale e cioè il “core” dello studio che dà origine alla visione e alla mission.

L’espressione “corporate identity”, spesso erroneamente identificata con la comunicazione e tutti i materiali realizzati (logo, carta intestata, brochure, sito web, blog, ecc.) è invece la somma di una serie di elementi diversi che contraddistinguono uno studio professionale e che spaziano dalla comunicazione, alle strategie di marketing, fino alla filosofia e ai valori che lo studio professionale manifesta.

Negli ultimi tempi, i professionisti, sempre più attenti al marketing, stanno concentrando le loro energie sul rafforzamento della corporate identity, consapevoli che il successo di uno studio professionale dipende proprio dall’immagine che lo studio trasmette all’esterno.

Ma come costruire o migliorare l’immagine di uno studio professionale?

Contrariamente a quanto si possa pensare, non basta investire solo in comunicazione. Anche se non possiamo non riconoscere che la comunicazione fa la sua parte perché rappresenta sempre uno dei pilastri su cui costruire l’identità, la creditibilità e la reputazione.

Per creare o rafforzare la corporate identity di uno studio professionale è, infatti, necessario definire uno stile di comunicazione univoco da usare efficacemente attraverso tutti i mezzi o i canali con i quali lo studio comunica con l’esterno.

Ma una volta definito lo stile comunicativo, compito dei professionisti è quello di lavorare sulla coerenza, che va costruita giorno dopo giorno, tenendo sempre presenti aspetti come i valori dello studio, lo stile e il senso di appartenenza. In altre parole, l’immagine che lo studio professionale proietta all’esterno deve risultare unica, coerente, distintiva e appetibile per il suo target di riferimento.

Inoltre, ogni studio professionale deve costruire o migliorare la propria identità, che deve essere quanto più possibile precisa, chiara e armonica. L’identità è indispensabile per relazionarsi con i propri interlocutori e i propri pubblici. E all’inizio, si sa, non è mai facile. Il consiglio è quello di focalizzare prima la propria cultura organizzativa (cioè l’insieme di cognizioni acquisite dai componenti dello studio che forniscono gli schemi mentali per valutare e agire) e solo dopo che si sono formati determinati orientamenti è possibile rafforzare la propria identità.

Ma perché questa crescente attenzione alla corporate identity? Inutile negarlo. I vantaggi sono di natura specificatamente economica. Sebbene nel processo di creazione o rafforzamento della corporate identity siano implicati anche concetti di natura emozionale, lo scopo è quello di fidelizzare la clientela.

Più velocemente si innesca questo processo, più i clienti ti saranno fedeli nel tempo, ignorando la concorrenza, i piccoli incidenti di percorso che possono sempre capitare (errare humanum est) e gli aumenti delle parcelle.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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