Bonus libri: dietrofront sulle detrazioni fiscali

Il bonus libri, ovvero la detrazione del 19% sull’acquisto di libri fino ad un massimo di 2.000 euro di spesa all’anno, diventa un mini sconto rivolto esclusivamente agli studenti delle scuole superiori. Questo é quanto risulta per effetto degli emendamenti approvati dalle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, nel corso dell’iter di conversione del D.L. n. 145/2013 (Decreto Destinazione Italia).

Il D.L. n. 145/2013 era stato approvato dal Consiglio dei Ministri nel dicembre del 2013 e, allo scopo di favorire una maggiore diffusione dei libri cartacei, prevedeva una detrazione del 19% sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri muniti di codice ISBN, per un importo massimo di 2.000 euro, di cui 1.000 per i testi scolastici ed universitari e 1.000 per tutte le altre pubblicazioni. Tale agevolazione doveva essere rivolta alla generalità dei contribuenti e non includeva i libri in formato digitale, o comunque quelli già deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo.


Con gli emendamenti approvati dalle Commissioni sono state apportate delle modifiche che hanno stravolto la logica stessa del meccanismo operativo alla base della detrazione, al punto da scatenare forti critiche da parte di chi sostiene che si sia passati da un bonus libri ad un “bonus librai”.

Secondo la nuova formula, la fruizione del credito d’imposta per l’acquisto di libri non spetterà ai contribuenti ma direttamente agli esercizi commerciali che effettueranno vendita di libri al dettaglio, a condizione che riconoscano uno sconto del 19% agli studenti delle scuole superiori che presenteranno il relativo voucher. L’agevolazione verrà estesa all’acquisto di libri in formato digitale, ma verrà ristretta la categoria di libri agevolabili ai soli libri di lettura.

I dirigenti scolastici rilasceranno a ciascuno studente un buono sconto da utilizzare per l’acquisto dei “libri di lettura” presso gli esercizi commerciali che aderiranno all’iniziativa. Le librerie recupereranno poi tali importi in sede di dichiarazione dei redditi.

L’ammontare del singolo voucher spettante a ogni studente di scuola superiore pubblica o legalmente parificata sarà determinato con un decreto dal Ministero dell’Istruzione, di concerto con quello dello Sviluppo Economico, sulla base della popolazione studentesca dell’anno 2014-2015.


In risposta alle critiche ricevute, é intervenuto il sottosegretario allo sviluppo economico Claudio De Vincenti che, nel Comunicato Stampa del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 febbraio 2014, ha dichiarato che “l’emendamento votato non ha affatto cambiato la natura della misura agevolativa che rimane di sostegno alla diffusione della lettura e ai cittadini che acquistano libri”.

La motivazione di tale clamoroso dietrofront sembra risiedere nella mancanza di risorse economiche. Di certo resterà il rammarico di assistere all’emanazione di una norma che nulla avrà a che vedere con quanto annunciato dal governo in sede di approvazione del D.L. n. 145/2013.

Giovanni Fanni – Centro Studi CGN
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