Locazioni: esempi pratici di calcolo variazione ISTAT

Per il calcolo dell’aggiornamento del canone di locazione all’Indice dei prezzi al consumo al netto dei tabacchi (FOI), comunemente detto “aggiornamento ISTAT“, si sono sviluppate in dottrina, nel corso degli anni, due teorie prevalenti, che utilizzano come base di calcolo alternativamente il canone originale o il canone aggiornato. È a discrezione delle parti scegliere la teoria preferita. Ecco qui di seguito alcuni esempi pratici di calcolo.

Cosa si intende con canone originale?


Con canone originale, le parti assumono come base di calcolo per l’aggiornamento il canone stabilito dalle parti e siglato nel contratto. Ossia assumono che la variazione incrementativa parta sempre dal canone originale. Vediamo un esempio.

Ipotizziamo di trovarci al primo giugno del 2007 e di dover aggiornare un contratto di locazione stipulato a giugno dell’anno precedente. Il canone di locazione annuale concordato dalle parti nel contratto è € 10.000 con percentuale di aggiornamento ISTAT nel contratto del 75%.

Calcoliamo il primo aggiornamento del canone di locazione. Secondo quanto stabilisce la giurisprudenza, dobbiamo aggiornare all’ultimo indice FOI pubblicato, cioè, trovandoci agli inizi di giugno, con l’indice di aprile 2007 (129,2). Regredendo di un anno, l’indice iniziale è aprile dell’anno precedente, cioè l’indice di aprile 2006 (127,4).

Tabella 1


 

Tabella 2

Cosa si intende con canone aggiornato?

Con il metodo del canone aggiornato le parti assumono come base di calcolo per l’aggiornamento del canone, l’ultimo canone aggiornato. Ossia, partendo dal primo aggiornamento che ha come base di calcolo il canone originale indicato nel contratto, tutte le successive basi di calcolo si basano sull’ultimo canone aggiornato. Vediamo un esempio.

Inizio locazione al primo giugno 2006. Canone annuale concordato dalle parti nel contratto € 10.000. Percentuale di Aggiornamento ISTAT nel contratto 75%.

Tabella 3

Tabella 4

Tabella 5
Giacomo Forato – Centro Studi CGN