L’analisi della solvibilità di un’azienda

Se vi state chiedendo se una azienda è solida o meno, che sia un cliente o un fornitore, l’analisi del bilancio è il primo passo per rispondere alla vostra domanda. E, tanto per cominciare, fissate bene un concetto base: “l’analisi della solvibilità rappresenta sempre l’elemento principe da cui partire per comprendere lo stato di salute di una azienda”.  Cos’è la solvibilità? Rappresenta la capacità di un soggetto di ripagare nel medio lungo periodo i propri debiti. Chi è dunque solvibile? Chi non ha debiti o ne ha pochi. Cosa significhi “pochi” e quindi come si misura la solvibilità, lo vediamo in questo articolo.

Se cercate nei libri il significato di solvibilità, vedrete che tanti autori puntano l’attenzione soprattutto sui debiti di natura finanziaria e su come questi, per essere valutati, debbano essere confrontati con altre poste di bilancio. Prendiamo per esempio il bilancio 2012 di “ACEA ENERGIA SPA”, società del Gruppo Acea che si occupa della vendita di energia elettrica, gas e servizi a valore aggiunto. Andiamo a valutare l’indebitamento finanziario di questa società con due ratio classici:


“EBITDA / PFN” Si tratta del rapporto tra l’EBITDA (detto anche MOL: margine operativo lordo) ovvero la “Differenza tra valore e costi di produzione” maggiorato di ammortamenti e svalutazioni e, al denominatore, la Posizione Finanziaria Netta ovvero la somma dei debiti finanziari al netto della cassa. In sostanza il rapporto misura la copertura dei debiti finanziari con i margini operativi creati dall’azienda: maggiore il valore del ratio, maggiore la solvibilità dell’azienda.
Debiti finanziari / Patrimonio Netto Questo ratio misura il rapporto tra i debiti finanziari (a breve e a lungo) e il patrimonio netto della società che, ricordiamolo, esprime la vera ricchezza della società, in quando dovrebbe essere costituito soprattutto dal capitale sociale e dagli utili accantonati. Infatti, cosa molto importante, il patrimonio netto costituisce la prima garanzia di soddisfazione dei creditori che, in casi estremi, possono agire esecutivamente sui beni della società.

 

Come si presentano questi due valori nel bilancio di ACEA?

  • EBITDA / PFN = 33,6 milioni € / (PFN negativa) = Infinito
  • Debiti finanziari / Patrimonio Netto = 0€ / 12,4 milioni€ = 0

Quindi la società non solo non ha debiti finanziari ma addirittura ha un po’ di cassa (12 mila €), che permette di avere una Posizione Finanziaria Netta (PFN) di -12.000€.

È quindi una società con buona solvibilità? Direi di no.


Se andiamo infatti a vedere tutte le voci del passivo si nota che è MOLTO consistente la voce “debiti verso fornitori” pari a 314,5 milioni €; anche i restanti debiti, non di natura finanziaria, sono elevati tanto da portare il calcolo del Leverage (calcolato come Patrimonio Netto / Debiti Totali) a un valore elevatissimo:

  • Leverage = Patrimonio Netto / Debiti Totali = 55.66

Se fate conto che, nel settore di ACEA, questo valore si aggira attorno a 2, capite che l’entità del debito non finanziario è molto elevata e c’è oggettivamente un problema di solvibilità.

Attenzione però che l’analisi non può essere condotta solo numericamente, deve esserci anche una analisi qualitativa del debito. Bisogna prestare attenzione soprattutto ai seguenti aspetti:

  1. Le società facenti parte di gruppi hanno spesso debiti e crediti di entità elevata verso altre società del gruppo o verso la controllante: in questo caso è necessario verificare anche la solvibilità del gruppo stesso.
  2. Non pagare i fornitori permette di finanziarsi a costo zero (mentre le banche si fanno remunerare); questa politica è seguita soprattutto dalle PMI e soprattutto quando hanno già dei problemi di liquidità o reperimento dei finanziamenti.
  3. Il Patrimonio Netto rappresenta il valore che, in casi estremi, rappresenta la capacità di rimborsare i debiti contratti dall’azienda. Generalmente è costituito da Capitale e da Utili degli anni precedenti portati a nuovo. Ma se così non fosse, vi invito ad analizzare la natura delle altre voci che potrebbero essere, a seconda delle leggi del paese, anche rivalutazioni di immobili, fondi dovuti a condoni e altro ovvero fondi non sempre equivalenti a disponibilità reali di fondi utilizzabili a copertura di debiti.

Valentino Pediroda