Riforma dell’ISEE: a che punto siamo?

Sono molti i soggetti coinvolti nella riforma dell’ISEE, Indicatore della situazione economica equivalente, che dovrebbe misurare con maggiore precisione le effettive condizioni economiche dei richiedenti e degli utenti di prestazioni sociali. Facciamo il punto dello stato avanzamento lavori.

Dopo due anni dalla preannunciata riforma prevista dal decreto Salva Italia, il 24 gennaio 2014 ha avuto finalmente luce il DPCM con il quale il Governo riforma la modalità di determinazione dell’ISEE (DPCM 159/2013).


A partire dall’8 febbraio, come previsto dallo stesso decreto, è iniziato il conto alla rovescia dei 120 giorni previsti e necessari alla pubblicazione del decreto attuativo, da emanare previo parere del Ministero dell’Economia, dell’Inps, dell’Agenzia delle entrate e del Garante per la Privacy.

Essendo trascorso tale periodo di tempo ed essendo ormai passata la fatidica data del 9 giugno, ci chiediamo: a che punto siamo con il “nuovo” ISEE?

Pur essendo svoltesi nel frattempo a livello locale tavole rotonde e incontri tecnici di settore per capire e interpretare la nuova riforma, nulla di concreto bolle ancora in pentola.

Significativo a tal proposito l’incontro svoltosi verso la fine maggio a Roma tra la delegazione ANCI con competenza sugli affari sociali e il Ministero delle Politiche Sociali sullo stato di avanzamento della riforma.


Il Ministero, nella persona del Direttore Generale per le Politiche e Inclusioni Sociali, ha dichiarato che, pur non essendoci stata ancora alcuna pubblicazione, il decreto attuativo è quasi in via di ultimazione: i modelli della nuova dichiarazione ISEE sono pronti così come le istruzioni per la compilazione, manca solo il via libera del Garante della Privacy. Di conseguenza il decreto attuativo potrebbe essere già pubblicato nel mese di giugno.

L’eventuale pubblicazione del decreto attuativo darà il via a un countdown senza proroga: a partire dalla sua pubblicazione decorreranno 30 giorni entro i quali tutti i soggetti coinvolti (enti erogatori, CAF, Università, Comuni) dovranno adeguare procedure, sistemi informativi, politiche del welfare e regolamenti al fine di recepire e attuare la nuova riforma.

Dall’altro canto gli enti coinvolti (Comuni, CAF ed enti erogatori) stanno cercando di fare fronte comune per ottenere, ciascuno a vario titolo, uno slittamento dell’entrata in vigore del nuovo ISEE.

I Comuni per voce dell’ANCI auspicherebbero un rinvio ad inizio 2015, in primo luogo per via del recente rinnovo delle cariche amministrative in oltre il 50% dei Comuni italiani e, in secondo luogo, per il fatto che alcuni dei provvedimenti interessati sono adottati dalle Regioni, molte delle quali sono coinvolte nel rinnovo delle cariche amministrative.

La Consulta CAF per voce dei suoi rappresentanti ha chiesto un rinvio del decreto della nuova riforma quanto meno al mese di ottobre se non addirittura a inizio 2015, per evitare un suo accavallamento con la campagna fiscale e RED e l’imminente avvio della campagna universitaria ISEEU.

In attesa che qualcosa si muova, Comuni, Università e Enti erogatori viaggiano a vista e, nelle pubblicazioni di bandi e avvisi, si limitano ad informare l’utenza della possibile riforma dell’ISEE che ridisegnerebbe tutto il quadro delle politiche del welfare.

In conclusione, quando e come il decreto attuativo dell’ISEE verrà pubblicato sarà una scelta squisitamente politica, come detto dallo stesso Direttore Generale del Ministero.

A nostro parere non è da escludere anche una partenza ritardata al prossimo autunno, periodo in cui il lo stesso Ministero avrà anche a disposizione il dato sintetico dei conti correnti, dato rilevante ai fini della determinazione della situazione patrimoniale.

Nell’attesa, in assenza di pubblicazione del tanto sospirato decreto attuativo, restano in vigore le attuali modalità di calcolo e normativa così come previsto dal D.L. 109/98.

Marco Canese – Centro Studi CGN