Breve guida per comprendere la liquidità di una azienda

Come ben sappiamo la crisi finanziaria ed economica che stiamo attraversando ha minato principalmente la cassa delle aziende. Oggi è quindi fondamentale saper valutare la liquidità di una azienda.

Innanzitutto cerchiamo di capire cosa si intende per liquidità: essa è la capacità di un soggetto di ripagare nel breve periodo i propri debiti.  Per debiti si intendono quelli entro un anno e quindi debiti finanziari a breve e, principalmente, debiti commerciali.


Ma quindi come si fa a valutare la liquidità di una azienda? I metodi proposti in letteratura sono molti ma quasi tutti consigliano di confrontare le attività correnti con le passività correnti.

Cosa significa? Semplice: verificare la capacità dell’azienda di far fronte agli impegni finanziari a breve termine (fornitori, fidi delle banche e quota a breve dei mutui, etc.) grazie alla liquidità già disponibile o che si produrrà nel breve periodo grazie all’incasso dei crediti e alla cessione del magazzino.

Solitamente si utilizzano due indici:

  • Current ratio = (Attività correnti) / (Passività correnti)
  • Quick ratio = (Attività correnti – Magazzino) / (Passività correnti)

Da notare come nel Quick ratio viene scorporata la parte riguardante il magazzino: questo perché non sempre, e non per tutte le aziende, è facile liquidare il magazzino; attenzione quindi!


Praticamente gli indicatori sopra riportati confrontano la parte verde con quella rossa del grafico seguente (che visualizza lo stato patrimoniale di un bilancio).

Liquidità

Solitamente i valori considerati ottimali per i due indici sono:

  • Current ratio: deve stare nel range 1.5 – 2.5;
  • Quick ratio: deve essere maggiore di 1 ma inferiore a 2.

In realtà questi valori dipendono fortemente dal settore in cui l’azienda opera: molti settori sono più facilmente “liquidi” di altri. Basti pensare alle aziende  di servizi IT rispetto ad aziende che operano nel campo industriale.

Cosa fare quindi? Direi che se Current e Quick sono sopra i livelli soglia (entrambi!) allora non ci sono grossi problemi, se invece uno o più indicatori mostrano segni di vulnerabilità, sarà necessario un approfondimento nello studio (per esempio con il calcolo del ciclo monetario).

Valentino Pediroda