Status e adempimenti dell’esportatore abituale

Gli esportatori abituali possono effettuare acquisti di beni e servizi o importazioni senza pagare l’IVA, seppur entro un determinato limite, detto per l’appunto plafond. Vediamo come si acquisisce lo status di esportatore abituale e come si effettuano gli acquisti utilizzando il plafond attraverso la dichiarazione d’intento.

Gli operatori economici che effettuano operazioni con l’estero si trovano nella situazione di dover assolvere l’IVA sugli acquisti senza la possibilità di riaddebitare successivamente l’imposta nei confronti della controparte estera, in quanto tali ultime operazioni sono, in linea generale, non imponibili IVA. A causa di tale aspetto si trovano costantemente in situazioni di credito d’imposta e devono di continuo richiedere il rimborso del credito maturato in ciascun periodo, con notevoli problemi di attesa ed esposizione finanziaria.


Per risolvere il problema e creare un meccanismo di riequilibrio finanziario, l’art. 8 co. 1, lett. c del DPR 633/72, consente a tali “esportatori abituali” di acquistare e importare beni/servizi evitando l’assoggettamento ad imposta, nell’ambito di un plafond che si sono costituiti. Il plafond é pari alle operazioni attive registrate nel periodo di riferimento.

Ma come si acquisisce lo status di esportatore abituale?

Ai sensi dell’art. 1, co.1, lett. a), del DL 746/1983, per ottenere tale status é necessario aver effettuato nell’anno solare precedente (plafond fisso) o nei 12 mesi precedenti (plafond mobile) un ammontare di esportazioni, o di altre operazioni con l’estero rilevanti, superiore al 10% del volume d’affari. Il volume d’affari deve essere depurato dalle cessioni dei beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale.

Di seguito si riporta un esempio esplicativo.


Un imprenditore ha effettuato e registrato nell’anno 2013 le seguenti operazioni:

  • operazioni imponibili IVA € 3.700.000
  • esportazioni dirette (art.8, lett. a) € 600.000

Il volume d’affari dell’imprenditore nell’anno 2013 é pari a € 4.300.000 (3.700.000 + 600.000), il 10% del volume d’affari é di € 430.000 (4.300.000 x 10%) e l’ammontare delle operazioni rilevanti é di € 600.000. Poiché 600.000 é maggiore di 430.000 l’imprenditore ha la qualifica di esportatore abituale nell’anno 2014.

Per poter effettuare acquisti utilizzando il plafond, gli esportatori abituali devono rilasciare al fornitore una apposita dichiarazione, in duplice esemplare, denominata “dichiarazione di intento”. Tale dichiarazione va rilasciata anteriormente all’effettuazione dell’operazione e deve contenere:

  • l’attestazione di possesso dei requisiti di esportatore abituale;
  • la richiesta di non applicare l’imposta ai sensi dell’art.8, co.1, lett. c) del DPR 633/1972.

Sono ulteriormente a carico dei soggetti che operano col plafond i seguenti due adempimenti:

  • compilare l’apposito quadro della dichiarazione IVA indicando i dati previsti dall’art.10 del DPR 435/2001 (quadri VC-VD del Modello IVA);
  • esibire, a richiesta degli organi dell’Amministrazione Finanziaria, i prospetti riepilogativi mensili con l’indicazione del plafond residuo disponibile all’inizio del mese e delle operazioni di acquisto con utilizzo del plafond effettuate nel mese stesso.

Giovanni Fanni – Centro Studi CGN
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