Breve guida alla dichiarazione di successione: procedure e documenti

Come si presenta la dichiarazione di successione? Quali sono gli elementi da indicare? Quali sono le imposte previste e quali sono i documenti da allegare alla dichiarazione? Ecco la risposta.

Agli eredi spetta il compito di presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla morte del congiunto versando le imposte previste per il trasferimento dei beni costituenti la massa ereditaria (imposta di successione di cui alla L. n. 296/006) e le relative trascrizioni (imposte ipotecarie e catastali relative agli immobili).


La dichiarazione è un atto di natura squisitamente fiscale e va predisposta utilizzando il modello disponibile presso l’Agenzia delle Entrate (anche sul sito www.agenziaentrate.gov.it) e presentata presso la competente sede nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto.

Presentazione della dichiarazione. È l’erede stesso a compilare la dichiarazione di successone affidandosi (se è il caso) a un professionista qualificato (dottore commercialista, avvocato, notaio).

Gli eredi sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione se risultano parenti in linea retta e sussistono le seguenti altre condizioni:

  • il defunto non era intestatario di diritti reali su immobili (ad esclusione del diritto di abitazione e di usufrutto, che non generano comunque obbligo di dichiarazione riunendosi direttamente sul nudo proprietario);
  • il patrimonio in capo al de cuius non supera per entità € 100.000 (limite modificato dal decreto sulle semplificazioni n. 175 del 21/12/2014 in G.U. 28/11/2014 n. 178 in vigore dal 13/12/2014).

Tipologie di successione: La successione è testamentaria in presenza di manifestazione delle ultime volontà da parte del de cuius. Viene definita “per legge” quando non risulta pubblicato alcun tipo di testamento e il patrimonio viene devoluto secondo le quote stabilite dal diritto successorio.


Elementi da indicare. In dichiarazione vanno indicati gli estremi di apertura della dichiarazione, la tipologia  di successione (testamentaria o legittima), gli eredi aventi diritto e l’asse ereditario composto da:

  • diritti reali su immobili con esclusione del diritto di abitazione e di usufrutto;
  • azioni o partecipazioni in società;
  • saldi relativi a rapporti bancari o postali;
  • altri eventuali debiti o crediti (finanziamenti, somme ancora da ricevere o riscuotere, ecc.).

La verifica della sussistenza di un diritto reale può essere effettuata richiedendo una visura catastale che andrà confrontata con il titolo di provenienza (atto di compravendita, donazione, ecc.). La mancanza dell’atto di provenienza può essere sanata effettuando una visura a nome del defunto presso la Conservatoria dei beni immobiliari.

I diritti reali minori indicati (di abitazione e di usufrutto) non vanno dichiarati in quanto si estinguono con la morte dell’intestatario. In capo al (nudo) proprietario sorge la necessità di consolidare la proprietà presentando la domanda di voltura.

Al coniuge superstite spetta il diritto di abitazione sulla casa coniugale. Posto che tale diritto viene qualificato giuridicamente quale legato, la rinuncia all’eredità o l’assegnazione della casa ai vari eredi non impediscono il godimento del bene nel rispetto della destinazione ad abitazione.

Un altro aspetto su cui porre l’attenzione è il regime patrimoniale dei beni del de cuius in caso di matrimonio. In successione, infatti, cadranno solo i beni riconducibili al de cuius, che possono essere stati acquistati in comunione dei beni o in separazione oppure possono essere beni personali.

Depositi bancari e postali. I depositi di denaro o titoli presso istituti bancari o postali devono essere indicati nella denuncia di successione. Il più delle volte accade che la banca, anche per evitare appropriazioni indebite, una volta a conoscenza del decesso del cliente, anche solo co-intestatario del conto, blocca l’operatività del conto stesso in attesa della dichiarazione di successione che riporta il rapporto con il saldo riferito al giorno del decesso. A tal fine si rende necessario richiedere in banca la cosiddetta “Dichiarazione di sussistenza del credito”, che rappresenta un documento da allegare alla dichiarazione di successione.

Aspetti fiscali. Con la dichiarazione di successione è necessario provvedere, prima della presentazione della stessa all’Agenzia delle Entrate, al pagamento integrale delle imposte previste.

  1. Per quanto riguarda i beni immobili oggetto di dichiarazione, sono liquidate imposte ipotecarie e catastali pari complessivamente al 3% del valore, come determinato ai fini in esame, dei beni immobili dichiarati. Dette imposte possono essere pagate in misura ridotta per i beni su cui un erede può richiedere le agevolazioni “prima casa”, previste direttamente dalla legge.
  2. L’imposta di successione grava invece su tutte le tipologie di beni indicati nella dichiarazione di successione. La reintroduzione dell’imposta, avvenuta con la L. 296/2006, ha previsto una agevolazione costituita da una franchigia pari a € 1.000.000,00 per ciascun erede in linea retta, ridotta a € 100.000,00 per fratelli e sorelle.
  3. Per gli importi oltre la franchigia, l’imposta da versare integralmente al momento della registrazione della dichiarazione di successione è pari al 4% per il coniuge e i parenti in linea retta e al 6% per i fratelli e sorelle, con riferimento al valore dei beni indicato nella dichiarazione. Gli altri eredi non godono di alcuna franchigia e pagano un’imposta di successione pari al 6% se parenti entro il 4° grado, affini in linea retta o affini in linea collaterale entro il 3° grado, elevata all’8% per tutti i soggetti non rientranti nelle categorie elencate.

Documenti da allegare. I documenti da allegare alla dichiarazione di successione sono i seguenti:

  • Certificato di Morte o (in caso di successione testamentaria) estratto per riassunto dell’atto di morte.
  • Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (da rendere presso un ufficio Comunale) finalizzata alla ricostruzione dell’asse ereditario e contenente i dati di tutti gli eredi legittimi.
  • Copia di documento di identità e Codice Fiscale del defunto e di tutti gli eredi.
  • Copia degli “atti di provenienza”, attraverso i quali il defunto è entrato in possesso degli immobili.
  • Certificato di Destinazione Urbanistica relativo ai terreni eventualmente oggetto di successione (da richiedere presso l’Ufficio Tecnico del Comune territorialmente competente rispetto ai terreni).
  • Eventuali attestazioni INPS relative a ratei di trattamenti pensionistici.
  • Certificazione emessa da ciascun istituto di credito o ufficio postale relativa a titoli, azioni, obbligazioni, depositi e conti correnti.

Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN