Legge di Stabilità 2015: il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

Al fine di sostenere nuovi investimenti, il Legislatore con la legge n. 190/2014 (legge di Stabilità 2015) ha introdotto un credito di imposta per le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al 31 dicembre 2019.

Credito imposta R & S: le caratteristiche 


Il credito di imposta spetta nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli stessi investimenti realizzati nei 3 periodi di imposta precedenti a quelli in corso al 31 dicembre 2015. L’importo massimo annuale riconosciuto è di 5 milioni di euro per ogni beneficiario. L’unico vincolo da rispettare però riguarda le spese per attività di ricerca e sviluppo che devono avere un importo almeno pari a 30mila euro. Il credito di imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi e non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile ai fini IRAP.

Attività ammesse

Le attività che sono ammissibili al credito di imposta, come specificato nella legge di stabilità 2015, sono le seguenti:

  • lavori sperimentali o teorici svolti, che hanno come principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili;
  • ricerca pianificata o indagini miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per nuovi prodotti, processi o servizi o per migliorare prodotti, processi o servizi esistenti;
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati (sono comprese altre attività come l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida);
  • produzione e collaudo di processi, prodotti, e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Soggetti beneficiari e spese ammissibili


Possono fruire del credito di imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato, che investono  nelle attività di cui sopra.

Le spese ammissibili al credito di imposta sono quelle sostenute in relazione a:

  • personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico (il credito di imposta spetta nella misura del 50%);
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto;
  • spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start-up innovative ( il credito di imposta spetta nella misura del 50%);
  • competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

Alessandra Caparello