Politiche commerciali delle assicurazioni sui CAF

Quali sono le politiche commerciali che le compagnie assicuratrici stanno adottando per definire le polizze dei CAF? Sono le stesse che applicano in ogni ramo assicurativo. Le compagnie, infatti, valutano la rischiosità dell’assicurato e, in funzione del livello di rischio, determinano entità del premio e livello della franchigia.

Questo perché le compagnie, per avere un utile dalla propria attività, devono rimborsare all’assicurato meno di quanto incassano di premio annuo.


Facciamo un esempio semplice: immaginiamo un CAF che trasmette 300.000 dichiarazioni 730, che sbaglia lo 0,40% dei suoi 730 e che quindi riceverà sanzioni su 1.200 dichiarazioni; se l’importo dell’errore medio è pari a 750 euro, l’importo totale degli errori sarà pari a 900.000 euro.

Se la compagnia dovesse rimborsare 900.000 euro di sinistri, dovrebbe chiedere un premio di almeno 1 milione di euro; ovviamente un CAF con 300.000 dichiarazioni non pagherebbe mai un simile premio, e qui entra in gioco la franchigia.

La franchigia è quella parte del danno che la compagnia non rimborsa; ad esempio, se la franchigia fosse pari a 500 euro e il danno fosse di 900 euro, la compagnia rimborserebbe solo i 400 euro eccedenti l’importo in franchigia.

Nell’esempio di prima, per scendere a un premio di 120-150.000 euro, sostenibile dal CAF, la compagnia deve calcolare di non dover rimborsare più di 80-100.000 euro di danni. E gli altri 800.000 euro? Semplice, con una franchigia di 650 euro per ogni sinistro, restano a carico del CAF!


Pertanto, il CAF e i Professionisti che trasmettono direttamente le dichiarazioni si troveranno a dover sostenere costi certi di polizza di 7-10 volte superiori a prima, ma anche a sostenere un costo enorme per quella parte dei danni ricadente entro la franchigia.

La soluzione? Non è cambiare la polizza, bensì lavorare per ridurre i propri errori con maggiori controlli (audit interno), selezionare la qualità dei propri centri periferici e introdurre procedure di controllo che impediscano o riducano al minimo le possibilità di sbagliare.

Solo migliorando la qualità del proprio lavoro i CAF potranno salvarsi! E di fatto è proprio questa la ratio dell’“operazione 730 precompilato” messa in campo dall’Agenzia delle Entrate.

Centro Studi CGN