Cartelle esattoriali: cosa cambia dal 2016?

Si sta profilando all’orizzonte una vera e propria rivoluzione digitale della cartella esattoriale. Vediamo in sintesi le principali novità previste dalla nuova bozza del decreto di riforma della riscossione, che dovrebbero entrare in vigore già dal prossimo anno.

Notifica cartella esattoriale via PEC


La prima novità da segnalare in merito alle cartelle esattoriali riguarda la notifica. Si prevede in particolare che la notifica della cartella esattoriale possa essere eseguita con posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo risultante dagli elenchi anche ai contribuenti persone fisiche che ne faranno richiesta.

Per le imprese individuali o costituite in forma societaria ma anche per i professionisti iscritti in albi o elenchi, la notifica avverrà solo con PEC. Qualora l’indirizzo di posta elettronica del destinatario sia saturo o non risulti valido, la notifica avverrà presso la Camera di Commercio competente per territorio. Se poi la casella certificata dovesse risultare piena, Equitalia effettuerà un secondo tentativo dopo almeno 15 giorni.

Riduzione aggio

Per quanto concerne i costi sulle cartelle si prevede un contenimento grazie all’intervento sull’aggio all’8% che resterà operativo fino al 31 dicembre 2015, per poi ridursi dal 2016. Così, se il contribuente riceve la cartella di pagamento e versa le somme pretese entro 60 giorni dalla data di ricezione, dovrà supportare un onere pari al’1% per la riscossione spontanea ex articolo 32 del Decreto Legislativo n. 46/19999 o al 3% in tutti gli altri casi. Per i pagamenti dal 61° giorno in avanti invece, si pagherà il 6%. Il contenimento dei costi sulla cartella esattoriale verrà assicurato anche con lo stop all’anatocismo.

Domiciliazione c/c e nuova chance per i decaduti

Le altre novità da segnalare riguardano la facoltà di optare per la domiciliazione sul conto corrente per il versamento dell’importo mensile dovuto e la riduzione da otto a cinque (anche non consecutive) del numero delle rate saltate che determinano la decadenza dal piano di rateazione. Inoltre si prevede la possibilità per chi è decaduto di rientrare in un nuovo piano di rateazione a patto che, al momento della presentazione della richiesta ad Equitalia, le rate del precedente piano di dilazione già scadute siano integralmente saldate.

Alessandra Caparello