Online 730 e Unico PF precompilati 2016

Dal 15 aprile scorso, più di 30 milioni di contribuenti possono accedere e visualizzare la propria dichiarazione dei redditi con i dati già precompilati. Chi sono i contribuenti interessati? E cosa troveranno collegandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate?

Anche quest’anno, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei cittadini la dichiarazione dei redditi precompilata sia per chi presenta il modello 730/2016, sia per chi presenta il modello UnicoPF 2016.


Chi sono i contribuenti interessati?

Quest’anno, viene potenzialmente ampliata la platea di contribuenti che potranno accettare direttamente il modello come predisposto dal Fisco, tenendosi al riparo da eventuali controlli. I contribuenti interessati sono i lavoratori dipendenti e i pensionati che possono così accettare il modello 730 o il modello Unico come proposto dall’Agenzia delle Entrate oppure possono modificarlo e integrarlo prima dell’invio.

Il contribuente non è comunque obbligato a utilizzare la dichiarazione dei redditi precompilata. La dichiarazione dei redditi può essere sempre presentata con le modalità ordinarie, rivolgendosi ad un commercialista o a un CAF abilitato.

Quali dati contiene la dichiarazione precompilata?


I dati che i contribuenti troveranno nella precompilata sono quelli relativi alle spese sanitarie al netto dei farmaci da banco, alle spese universitarie, alle spese funebri, ai contributi per la previdenza complementare e alle spese per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica sin dal primo anno di sostenimento della spesa.

In particolare, come precisa la stessa Agenzia sul sito, la precompilata 2016 contiene:

  • i dati della Certificazione Unica consegnata al dipendente o pensionato dal sostituto d’imposta e inviata da quest’ultimo all’Agenzia delle Entrate;
  • gli interessi passivi su mutui, i premi assicurativi e i contributi previdenziali, che vengono comunicati all’Agenzia delle Entrate da banche, assicurazioni ed enti previdenziali;
  • le spese sanitarie e relativi rimborsi, le spese universitarie e relativi rimborsi, le spese funebri e i contributi versati alla previdenza complementare, che vengono comunicati rispettivamente da medici e strutture sanitarie, da enti e casse con finalità assistenziali, da università, da soggetti che esercitano attività di pompe funebri e da enti previdenziali;
  • i bonifici riguardanti le spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per arredo degli immobili ristrutturati e per la riqualificazione energetica degli edifici, comunicati dalle banche e da Poste italiane;
  • i dati relativi ai terreni e ai fabbricati, gli oneri che danno diritto a una detrazione da ripartire in più rate annuali, i crediti d’imposta e le eccedenze riportabili e altri dati contenuti nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente conosciuti all’Agenzia delle Entrate e i dati già presenti nell’Anagrafe tributaria.

Non sono state riportate nella dichiarazione precompilata le spese sanitarie sostenute nei confronti di soggetti che erogano prestazioni di assistenza specifica come le parafarmacie e i rivenditori di articoli sanitari e le prestazioni ausiliarie della professione sanitaria (ottici, podologi, fisioterapisti), ma non operano nell’ambito di strutture accreditate per l’erogazione dei servizi sanitari.

Non sono altresì riportate le spese per farmaci sostenute dai cittadini nel corso del 2015 a causa delle difficoltà tecniche legate alle modalità di conservazione dei dati riscontrate dalle farmacie che non hanno potuto comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate.

Come si può accedere alla precompilata?

Collegandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it basta cliccare sull’apposito link che conduce direttamente all’area di autenticazione. Per entrare nel modello è possibile scegliere tra diverse chiavi di accesso:


  1. il codice PIN per i servizi telematici dell’Agenzia;
  2. la Carta Nazionale dei Servizi;
  3. il PIN dispositivo rilasciato dall’INPS e SPID (il nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi on line delle pubbliche amministrazioni).

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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