Cos’è il trust per i disabili?

Da pochi mesi esiste in Italia uno strumento giuridico che consente al genitore di tutelare il patrimonio del figlio disabile. Si tratta del trust per i disabili. In cosa consiste? E qual è lo scopo di questo strumento?

La legge n. 112 del 22 giugno 2016, conosciuta come legge sul Dopo di Noi, disciplina per la prima volta misure di assistenza per le persone con disabilità gravi, prive di sostegno familiare, perché mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno oppure, nel caso venisse meno tale sostegno, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori.


Cosa si intende per disabile grave?

Secondo la legge 104/1992, per disabile grave si intende il soggetto che, a causa di una minorazione, abbia ridotta l’autonomia personale in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente continuativo e globale.

Cosa prevede la legge 112/2016?

La finalità della norma è quella di attivare progetti volti a garantire la permanenza del disabile in una soluzione abitativa extra-familiare per far fronte ad eventuale situazioni di emergenza o progetti volti ad impedire l’isolamento come il co-housing e progetti inerenti la vita quotidiana ed il raggiungimento del maggior livello di autonomia dei disabili.


Quali sono i benefici fiscali?

La norma prevede esenzioni e agevolazioni tributarie per la costituzione di trust, di vincoli di destinazione e di fondi speciali composti da beni sottoposti a vincolo di destinazione dei disabili. In particolare, viene prevista la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori sulla casa di proprietà, la riduzione delle aliquote e delle franchigie e le esenzioni per l’IMU, la detraibilità delle spese per le polizze assicurative in favore dei disabili e agevolazioni fiscali per i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito in favore di persone con disabilità grave.

Al verificarsi di determinate condizioni, infatti, la norma prevede l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i beni e i diritti conferiti in un trust o gravati da un vincolo di destinazione e per quelli destinati a fondi speciali istituiti in favore delle persone con disabilità grave.

In particolare, l’articolo 6 della legge n. 112/2016 riconosce piena titolarità ai trust istituiti in favore di persone con disabilità grave che perseguono come finalità esclusiva, espressamente indicata nell’atto istitutivo del trust, l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità in favore delle quali il trust è istituito come la prima tra le opportunità di creazione di uno strumento destinato a garantire la qualità della vita del disabile in assenza dei propri familiari.

A cosa serve il trust per i disabili?

Il trust per i disabili è stato istituito per tutelare il patrimonio lasciato dai genitori al disabile ed assicurarsi così che detto patrimonio andrà effettivamente a beneficio del disabile. La proprietà non viene intestata al disabile direttamente ma a un terzo soggetto, che può essere una persona, un’associazione o un gruppo di parenti.

E chi controlla?

Il trust per i disabili prevede una specifica figura di controllo, chiamata protector o guardiano, che ha, da un lato, la funzione di controllo sull’operato del gestore e, dall’altro lato, quella di fungere da raccordo tra il disabile e lo stesso gestore.

Quella del guardiano è una figura obbligatoria, sempre nominata dal disponente, che oltre a controllare che il trustee si comporti bene e non approfitti della propria posizione, ha ampi poteri: non solo controlla l’operato del trustee, ma può anche rimuoverlo.

L’obiettivo del trust per disabili non deve però mai essere quello di eludere il fisco o sottrarre i capitali ai creditori ma quello di protezione patrimoniale dei disabili gravi.

Lo scopo della legge 112/2016 infatti, è quello di favorire il benessere dei disabili, la loro autonomia, la piena inclusione sociale e il diritto del disabile a migliorare la qualità della sua vita.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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