Sismabonus rinforzato: messa in sicurezza sempre più conveniente

Il sismabonus 2017 prevede maggiori incentivi per gli interventi di adeguamento sismico certificati. Chiariamo come viene disciplinato il sismabonus e come fruirne.

Già timidamente disciplinata dal comma 1) lett. i) art. 16-bis del DPR 917/1986, la detrazione riconosciuta sulle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche non solo è stata prorogata, con la Legge di Bilancio 2017, fino al 31.12.2017, ma è stata favorita da un aumento della percentuale agevolata, se le spese sono intercorse tra il 01.01.2017 ed il 31.12.2021.


Il c.d. sismabonus è stato definito come “l’occasione per un piano nazionale di prevenzione e di valutazione sismica degli edifici”: stiamo parlando di interventi volti a migliorare la classe di rischio che, se ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (il che equivale ad un’area che interessa circa 8.000 Comuni d’Italia), permetterebbero un risparmio di spesa fino all’80% rateizzabile in 5 rate anziché 10.

Non solo: se l’intervento interessa le parti comuni di un edificio, i condomini che non possono sostenere la spesa possono optare per la cessione del relativo credito a chi ha effettuato i lavori. In merito verrà emesso un provvedimento esplicativo dell’Agenzia delle Entrate.

Il nuovo sistema incentivante ruota attorno alle c.d. “classi di rischio”, che decrescono dalla lettera A+ alla G. In particolare, la valutazione del rischio riguarda la pericolosità dell’edificio insita nel luogo in cui l’edificio è realizzato, la vulnerabilità legata al modo in cui è stato costruito l’edificio e l’esposizione dello stesso, ovvero la quantificazione sociale, patrimoniale ed economica di ciò che potrebbe essere danneggiato dalla scossa.

Secondo l’incremento conseguito, sarà possibile ottenere un diverso bonus fiscale:


  • gli interventi senza variazione di classe di rischio daranno diritto alla classica detrazione del 50% della spesa;
  • il miglioramento di una classe di rischio darà diritto ad una detrazione del 70% (aumentato del 5% per le parti comuni condominiali);
  • il guadagno di due o più classi di rischio alza l’agevolazione fino all’80% (aumentato del 5% per le parti comuni condominiali).

Come fare quindi per accedere al beneficio fiscale? Il Decreto ministeriale del 28.02.2017 e le sue linee guida (disponibili anche presso la pagina internet del Ministero http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/linee-guida) prevedono che sia necessario:

  • essere proprietari di un immobile a destinazione abitativa o produttiva, sita in zona sismica 1, 2 o 3;
  • incaricare un professionista (ingegnere o architetto abilitati) che progetti l’intervento e misuri il rischio preesistente e successivo allo stesso e attesti la riduzione del rischio sismico ed il passaggio da una a più classi di rischio;
  • ottenere l’attestazione di conformità dell’edificio al progetto asseverato dal progettista;
  • depositare il progetto asseverato e l’attestazione di conformità presso lo sportello unico per l’edilizia.

Nel panorama degli incentivi riconosciuti, il sismabonus sicuramente rappresenta non solo un grosso passo avanti per la prevenzione nazionale in un’Italia sempre più colpita da eventi sismici, ma anche un notevole aiuto per coloro che stanno pensando di diminuire il rischio sismico degli edifici ad un prezzo molto più conveniente.

Mieta Santarossa – Centro Studi CGN