100 mila lettere in arrivo per la compliance

Sono 100 mila i cittadini che, secondo i dati in possesso del fisco, nell’anno 2014 non hanno dichiarato dei redditi percepiti l’anno precedente (anno d’imposta 2013). Per loro sono in arrivo altrettante comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, che li informa e li invita a regolarizzarsi. Cosa contengono queste comunicazioni?

Come si legge in un comunicato emesso il 5 giugno scorso dall’Agenzia delle Entrate, si tratta di semplici comunicazioni, inviate via posta ordinaria o via pec, con cui l’Agenzia informa il contribuente che, dall’incrocio delle informazioni risultanti nelle proprie banche dati, risultano delle somme non dichiarate, in tutto o in parte.


Le comunicazioni saranno inviate ai contribuenti le cui dichiarazioni dei redditi presentano delle anomalie nei seguenti redditi:

  • redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili, imponibili a tassazione ordinaria o soggetti a cedolare secca;
  • redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge;
  • redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in società di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in società a responsabilità limitata in trasparenza;
  • redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali;
  • redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale;
  • alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale;
  • redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze/sopravvenienze attive.

Chi sono i soggetti interessati dalle lettere?

I destinatari delle lettere sono tutti i contribuenti che possiedono redditi di fabbricati, redditi di lavoro dipendente, redditi prodotti in forma associata, redditi di capitale e redditi diversi. Tra i destinatari delle comunicazioni, figurano per la prima volta anche i titolari di reddito di lavoro autonomo.

Cosa fare quando arriva la lettera?


I soggetti che ricevono la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate possono giustificare l’anomalia oppure possono presentare una dichiarazione integrativa e mettersi in regola con il fisco, beneficiando delle sanzioni ridotte previste dall’istituto del ravvedimento operoso.

I contribuenti che riceveranno una di queste comunicazioni troveranno un dettagliato prospetto informativo contenente tutti gli elementi che hanno originato l’anomalia segnalata dall’Agenzia delle Entrate.

Un numero elevato di contribuenti sarà indirizzato ad accedere a Fisconline per correggere la dichiarazione direttamente online e in maniera assistita. Il cassetto fiscale dei contribuenti conterrà un link per scaricare la dichiarazione da integrare, tramite il quale sarà possibile ottenere il file contenente la dichiarazione originaria presentata per il 2013.

Oltre a questo, i contribuenti troveranno anche il link diretto per scaricare il software di compilazione che consentirà di richiamare la dichiarazione relativa al 2013 ed effettuare le modifiche e le integrazioni sulla base dei dati forniti con il prospetto di dettaglio.

Dopo aver predisposto la dichiarazione integrativa con le indicazioni fornite dal prospetto precompilato, il contribuente potrà inviarla all’Agenzia delle Entrate e stampare anche il modello F24 per il pagamento degli importi dovuti al fisco.

Come si legge dal comunicato dell’Agenzia, i contribuenti interessati da queste comunicazioni possono chiedere chiarimenti rivolgendosi a uno dei Centri di assistenza multicanale dell’Agenzia delle Entrate tramite assistenza telefonica o in alternativa possono rivolgersi alla Direzione Provinciale di competenza o a uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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