RIBA: cos’è e come si usa

Si sta sempre più diffondendo, anche tra i professionisti, l’uso delle ricevute bancarie (RIBA) come mezzo di pagamento per incassare le parcelle emesse ai propri clienti. Ma cos’è la ricevuta bancaria? E come funziona?

Cos’è la ricevuta bancaria?


La ricevuta bancaria (RIBA) è uno strumento finanziario di uso comune e aperto veramente a tutti, con cui il creditore dichiara di avere diritto a ricevere dal debitore una somma di denaro versata tramite banca a saldo di una determinata fattura.

Con la ricevuta bancaria, il creditore autorizza la banca alla riscossione dell’importo indicato sul documento, secondo le istruzioni impartite. A differenza dello sconto bancario, con la ricevuta bancaria il cliente non cede il proprio credito alla banca, ma le conferisce solo un mandato all’incasso, accompagnandolo dalle ricevute di pagamento quietanzate.

La ricevuta bancaria, infatti, non costituisce una cessione del credito, in quanto la titolarità dei diritti di credito rimane in capo al creditore originario. In gergo tecnico-giuridico, si dice che la RIBA è emessa in rem propriam, in riferimento al mandato eccezionalmente concluso nell’interesse del mandatario.

Come funziona la ricevuta bancaria?


Con la ricevuta bancaria, la banca assolve la funzione di intermediario nella riscossione del credito del proprio cliente (presentazione all’incasso). La banca del creditore invia il titolo alla banca del debitore, applicando al documento una girata valuta per l’incasso e quando il pagamento è avvenuto, consegna al debitore la ricevuta a quietanza dell’avvenuto pagamento.

Le modalità di utilizzo della ricevuta bancaria sono due: la ricevuta bancaria al dopo incasso e la ricevuta bancaria salvo buon fine.

Nel caso della ricevuta bancaria al dopo incasso, il creditore emette la fattura e contestualmente predispone la RIBA. La fattura viene inviata al debitore indicando nelle modalità di pagamento la dicitura “RIBA” o equivalente, mentre la banca, in qualità di intermediario, predisporrà l’incasso, avvisando il debitore con qualche giorno di anticipo della scadenza della RIBA.

Il soggetto debitore, una volta ricevuto l’avviso da parte del proprio istituto di credito, è tenuto ad effettuare il pagamento entro il termine indicato nel documento ed una volta effettuato il pagamento potrà ritirare la RIBA, che costituirà quietanza di avvenuto pagamento.

Le RIBA salvo buon fine invece possono essere presentate in banca prima della scadenza in modo da ottenere il versamento anticipato della somma da parte dell’istituto bancario salvo buon fine. In tal caso, l’importo incassato viene decurtato della commissione e degli interessi relativi al periodo tra il giorno dell’anticipo e il presunto giorno di pagamento effettivo della ricevuta bancaria.

Se alla scadenza, il debitore non estingue il debito, il creditore ha l’obbligo di restituire l’intero importo anticipatogli dalla banca insieme ad eventuali interessi, costi e penali addebitate dall’istituto bancario.

Negli ultimi anni, grazie anche all’informatica e all’utilizzo degli ormai numerosissimi conti correnti on line, l’uso delle RIBA si sta diffondendo sempre più, in sostituzione all’utilizzo delle cambiali e qualche volta, anche degli assegni.

Sfruttando le numerose opportunità che offrono le strutture bancarie con l’informatizzazione dei servizi, le informazioni sulle RIBA oggi vengono elaborate elettronicamente ed in maniera tempestiva, consentendo a tutti di poter disporre i pagamenti comodamente da casa e ufficio.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

http://www.il-commercialista-dei-professionisti.com