In vista della compilazione della prossima e imminente dichiarazione fiscale, sintetizziamo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 13/E del 9 maggio 2013) su detrazioni per spese di istruzione, rette per asili nido, interessi passivi e cedolare secca.
Tutto quello che occorre sapere sul modello 69: ecco i principali casi in cui è necessario compilarlo e presentarlo allo sportello dell’Agenzia delle Entrate, se il locatore opta per la cedolare secca.
Il canone di locazione annuo assoggettato a cedolare secca, per disposizione normativa, non concorre alla formazione complessiva della base imponibile IRPEF, tuttavia rileva ai fini della spettanza e della determinazione delle detrazioni d’imposta. Chiariamo meglio, attraverso un esempio pratico e una formula matematica, cosa significa.
La locazione di un immobile abitativo storico-artistico non esclude per il locatore la scelta di optare per la cedolare secca. Riepiloghiamo quindi, anche attraverso esempi pratici e numerici, le diverse agevolazioni fiscali previste dalla nuova normativa fiscale introdotta dal 2012.
A partire dall’anno d’imposta 2013, per i redditi da locazione di immobili abitativi, optare per la cedolare secca diventa molto più conveniente dell’assoggettamento all’IRPEF. Analizziamo i principali vantaggi attraverso degli esempi pratici.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 47/E del 21 dicembre 2012 interviene su importanti aspetti riguardanti i legami tra la disciplina della “cedolare secca”, l’istituto giuridico della remissione in bonis, l’applicazione del ravvedimento operoso e i contenuti civilistici dei contratti di locazione.
I beni ammortizzabili sono quei beni la cui vita utile si suddivide in più esercizi e vengono utilizzati dall’imprenditore / professionista a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento.
L’ammortamento è una procedura contabile con la quale il valore dei beni viene trasferito per quote al conto economico, interessando quindi il risultato dell’esercizio.