Cosa fare in caso di irregolare applicazione del reverse charge?

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Come ci dobbiamo comportare quando ci rendiamo conto che un’operazione soggetta a reverse charge è stata trattata come un’ordinaria operazione imponibile? Oppure in caso contrario, un’operazione non soggetta a reverse charge viene trattata come se lo fosse? Tali irregolarità possono venire alla luce anche a distanza di tempo e in questo articolo mettiamo in evidenza le possibili soluzioni.

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I requisiti e le modalitĂ  di accesso al nuovo regime forfetario

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Per accedere al nuovo regime forfetario di cui alla Legge 190/2014, così come modificata dalla Legge 208/2015, il contribuente deve essere in possesso di determinati requisiti che ne determinano il regime naturale. Solo in caso di inizio di nuova attività, quindi, è necessario esercitare l’apposita opzione da comunicare all’Agenzia delle entrate. Analizziamo requisiti e modalità di accesso in modo più approfondito.

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Reverse charge irregolare: sanzioni e ravvedimento

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Per via del progressivo ampliamento dei settori interessati dal reverse charge (o “inversione contabile”), il Legislatore ha delineato uno specifico regime sanzionatorio in merito ad eventuali irregolarità nell’applicazione di tale meccanismo, introducendo una disciplina articolata e improntata a criteri di proporzionalità tra la misura della sanzione e la gravità della violazione secondo quanto previsto dalla riforma sulle sanzioni tributarie.

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Le operazioni con l’estero del contribuente forfetario

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Il contribuente forfetario di cui alla Legge 190/2014, così come modificata dalla successiva Legge 208/2015, è escluso dalla maggior parte degli adempimenti riferiti all’Iva. Tra gli obblighi cui deve attenersi, sussiste quello per gli acquisti in reverse charge, compresi quindi gli acquisti intracomunitari, di integrazione della fattura con l’aliquota Iva e la relativa imposta e il versamento entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui le operazioni sono effettuate; successivamente deve essere presentato il modello Intra acquisti. Ecco una breve guida alle operazioni estere nel regime forfettario.

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Split payment: le verifiche telematiche della PA

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In riferimento agli acquisti di beni e servizi effettuati dagli enti pubblici, l’Iva è dovuta dal cessionario/committente che provvede al versamento direttamente all’Erario, applicando il cosiddetto meccanismo della scissione del pagamento, o split payment, come previsto dall’art.17-ter del DPR 633/72. Al momento del pagamento della fattura le PA sono tenute a particolari verifiche nei confronti del loro fornitore, così come previsto dalla normativa. Vediamo di cosa si tratta.

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I vantaggi fiscali della fatturazione elettronica tra privati

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Decolla la sperimentazione per la generalità dei soggetti passivi IVA di emettere, trasmettere e conservare la fattura elettronica tra operatori privati che entrerà ufficialmente in vigore a partire dal primo gennaio 2017. Anche per soggetti che svolgono attività di commercio al dettaglio è prevista la possibilità, sempre a decorrere dal prossimo primo gennaio, di memorizzare elettronicamente i dati dei corrispettivi e di trasmetterli in via telematica all’Agenzia delle Entrate.

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Cessione eccedenze alimentari: istruzioni per l’uso

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Nel nostro ordinamento è stata introdotta la normativa contro gli sprechi alimentari (L. n. 166 del 31 agosto 2016) con la finalità di limitare il dispendio di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti durante le fasi della produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione. Tali beni vengono recuperati e ceduti gratuitamente per essere destinati, in via prioritaria, a finalità di solidarietà sociale.

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