Un recente sondaggio condotto negli Stati Uniti ha messo in luce come una percentuale superiore all’80% dei dirigenti delle aree Marketing e Comunicazione (che dovrebbero essere quelli bravi!), presi a campione tra le medie e grandi aziende, ha inviato almeno una mail con destinatario sbagliato, con conseguente momento di crisi post-invio.
Telefonate all’ora di cena di domenica, tutto dovuto a forfait, domande impossibili persino per l’oracolo di Delfi… se tutto questo è all’ordine del giorno per i tuoi clienti è il momento di fermarsi a riflettere. Il tuo è uno studio professionale o l’ambulatorio della Croce Verde?! Possibile che tocchino tutti a te?
Ciascuno di noi in ogni momento “vende” a clienti e datori di lavoro, e anche a colleghi, amici e parenti le proprie idee, i propri progetti e, anche, un po’ di se stesso. Di solito lo facciamo inconsapevolmente. Con un pizzico di mestiere in più possiamo essere più efficaci. In questo articolo vediamo come.
C’è un’azienda che ti interessa particolarmente, ma non sai come presentarti? Hai inaugurato da poco uno Studio e vuoi implementare il tuo portafoglio clienti?
Sei donna e ritieni di aver sempre avuto una marcia in più nella professione? In questo articolo intendo darti ragione senza ritegno, con un pizzico di IRONIA! Oppure sei stufa o sei stufo(tu, marito o fidanzato, padre, fratello, amico) della solita lagna di quelle che si lamentano, lamentano e lamentano perché sono svantaggiate sul lavoro?Oggi ti fornisco 5 spunti per farle riflettere.
Nonostante l’ampia diffusione, Facebook è un social network che ancora desta atteggiamenti radicali di odio o amore. C’è chi non può farne a meno e lo usa costantemente e chi non lo sopporta, tanto da non aver neanche mai provato a creare un proprio profilo. Ma per il professionista Facebook è un’opportunità o una perdita di tempo?
Come già noto, l’art. 1 del D.L. n. 40/2010 introducel’obbligo per tutti i soggetti passivi IVA di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le cessioni e gli acquisti di beni e le prestazioni di servizi effettuate con operatori residenti nei paesi black list con periodicità mensile o trimestrale a seconda del volume degli scambi e a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1.7.2010.
L’obbligo interessa tutti i soggetti passivi IVA italiani, compresi i professionisti, che effettuano operazioni con soggetti passivi che hanno sede, domicilio o residenza in uno dei Paesi black list individuati con DDMM 4.5.99, 21.11.2001 e 23.1.2002.