Il legislatore degli ultimi anni ha dato nuovamente impulso all’accertamento sintetico quale strumento particolarmente efficace per contrastare l’evasione fiscale. Il principio è molto semplice: gli uffici cercheranno di individuare i redditi sottratti a tassazione “monitorando” gli atti dispositivi del reddito, cioè le spese che il contribuente sostiene.
Ai fini dell’accertamento del reddito determinato sinteticamente, la Corte di Cassazione, in base alla sentenza n. 12448 dell’8 giugno 2011, ha stabilito che rileva la disponibilità del bene, anche nell’ipotesi in cui a possedere il medesimo bene sia un soggetto disoccupato.
Contro l’accertamento sintetico derivante dal redditometro è necessario contrapporre un reddito riclassificato secondo criteri finanziari per dimostrare che il reddito accertato non riflette la capacità di spesa secondo gli indicatori redditometrici.