Conto alla rovescia per il pagamento dell’IMU. Un appuntamento pieno di incognite nonostante sia passato un anno dall’entrata in vigore del nuovo istituto giuridico. Moltissime le domande rivolte ai nostri relatori durante i convegni organizzati da CGN-UNOFORMAT sull’argomento in oggetto. In quest’articolo pubblichiamo i quesiti più significativi.
Il 30 novembre, scadenza prevista per il versamento del secondo (o unico) acconto d’imposta per l’anno 2012, molti contribuenti saranno alle prese con maggiori somme da versare per effetto dei ricalcoli previsti dai Decreti approvati durante l’anno.
L’articolo 2, comma 1, del D.L. 16/2012 (decreto Semplificazioni fiscali), convertito dalla legge 44/2012, ha introdotto una particolare forma di ravvedimento operoso, definita “remissione in bonis”. Il nuovo istituto giuridico consente ai contribuenti, sebbene abbiano omesso obblighi di comunicazione o altri adempimenti di carattere formale, di sanare la propria posizione permettendo loro di fruire di particolari benefici fiscali o accessi a regimi opzionali.
Le disposizioni introdotte dal Decreto Legge 223 del 4 luglio 2006, convertito con modificazioni dalla Legge 248 del 4 agosto 2006, hanno stabilito l’obbligatorietà, a partire dal 1 Ottobre 2006 per i soggetti titolari di Partita IVA, dell’utilizzo in modalità esclusivamente telematica di tale strumento di pagamento.
Con la Circolare n. 56/E del 23 dicembre 2009 l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto ai soci/associati/partecipanti dei soggetti di cui all’art. 5 del TUIR (D.P.R. 917/1986) la possibilità di utilizzare le ritenute d’acconto subite per consentire alla società/associazione/impresa familiare di compensare debiti d’imposta, indicandone l’ammontare nella dichiarazione dei redditi.
Il decreto sul federalismo municipale (D.Lgs. n. 23/2011) ha introdotto dal periodo d’imposta 2011 un nuovo sistema di tassazione in presenza di alcuni contratti di locazione: si tratta del sistema di tassazione chiamato “cedolare secca” ovvero “imposta piatta”.
“Neanche a farsi pagare sono buoni!” è il commento più tenero che ho sentito rivolgere da un contribuente infuriato per essere stato “rimbalzato” allo sportello bancario al momento del pagamento dell’IMU.