Dopo lunga gestazione (non senza polemiche), gli iscritti alla Cassa di previdenza dei Dottori Commercialisti potranno versare i propri contributi tramite F24 avvalendosi anche della possibilità di compensare i crediti tributari.
È un obiettivo a lungo atteso da parte dei commercialisti che vede la conclusione in seguito alla pubblicazione del 15 settembre scorso, sulla Gazzetta Ufficiale n. 214, di un comunicato del Ministero del Lavoro che annunciava di aver approvato, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, “la delibera n. 96/25/DI adottata dal Consiglio di amministrazione dell’ente in data 28 maggio 2025, concernente l’introduzione della nuova modalità di versamento della contribuzione dovuta alla Cassa e dei relativi accessori di cui al Capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.
Solo in seguito al nulla osta da parte degli organi di vigilanza è possibile per la Cassa di previdenza porsi l’obiettivo di rendere operativo il nuovo sistema, che presumibilmente partirà dal 2026. Nelle prossime settimane, la Cassa sarà impegnata a definire i necessari dettagli tecnici con Agenzia delle Entrate e Sogei che si concretizzeranno con l’assegnazione dei vari codici tributo di riferimento.
Tuttavia, l’importanza della novità sta nella possibilità di gestire la posizione contributiva utilizzando i crediti d’imposta maturati dal professionista. Gli iscritti potranno, infatti, compensare i contributi dovuti alla Cassa con i crediti fiscali disponibili emergenti in sede di dichiarazione ottimizzando gli aspetti finanziari e mantenendo la posizione assicurativa regolare anche in periodi di minore disponibilità di cassa.
Stando alla normativa attuale, i contributi previdenziali alla Cassa potrebbero anche essere compensati con i crediti risultanti dal proprio “cassetto fiscale”, inclusi i crediti tributari disponibili negli ultimi anni in ragione dei bonus edilizi e superbonus. Tale possibilità dovrà fare i conti con il dibattito in corso in sede di Legge di bilancio 2026 per quanto concerne il divieto di utilizzare tali crediti d’imposta per compensare in F24 i debiti per contributi previdenziali e per premi assicurativi. Sebbene nella bozza che si avvia alla discussione in Parlamento, il divieto riguardi i contributi INPS e i premi Inail, i professionisti interessati iscritti alle Casse private guardano con attenzione all’evolversi della nuova regolamentazione.
Per il resto, le regole generali della compensazione orizzontale mantengono piena applicabilità: occorrerà rispettare i limiti previsti per l’utilizzo dei crediti, i controlli preventivi per importi superiori a 5.000 euro, nonché le restrizioni per soggetti con carichi pendenti a ruolo non estinti.
In attesa delle regole operative, i versamenti alla Cassa commercialisti per i contributi minimali e in eccedenza che scatteranno con la presentazione della prossima dichiarazione contributiva in scadenza il 2 dicembre dovranno essere eseguiti tramite Mav, PagoPa o addebito diretto. su conto corrente.
Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN



































