Il 28 ottobre 2025 è stato sottoscritto dalle associazioni maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro – Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, Federcolf da una parte e le associazioni Fidaldo e Domina dall’altra – il nuovo Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico, entrato in vigore il 1° novembre 2025 e valido fino al 31 ottobre 2028.
Il nuovo accordo introduce un incremento dei minimi salariali ed innovazioni in tema di formazione, previdenza e tutele.
Al fine di creare un contratto che minimizzasse l’impatto sulle famiglie e, al contempo, tutelasse i diritti dei lavoratori, sono stati necessari oltre due anni di trattative e per questo l’accordo costituisce un importante passo in avanti verso il riconoscimento del valore sociale e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore domestico.
Di seguito alcune principali novità.
Aumenti salariali
Per i lavoratori conviventi inquadrati con il livello BS è previsto un aumento complessivo di 100 euro lordi nel triennio, distribuito in più tranche; una cifra da sommare agli ulteriori 135,75 euro,
per l’adeguamento al costo della vita registrato tra il 2021 e il 2025.
Per tutti gli altri livelli e tabelle l’aumento dei minimi retributivi verrà riproporzionato con le stesse modalità e con gli stessi termini.
Inoltre, è previsto un incremento della rivalutazione annuale dei minimi retributivi, che passa dall’80 al 90% dell’indice Istat.
Sono stati aggiornati i valori mensili dell’indennità di vitto e alloggio, che ora si ottengono moltiplicando per 30 quelli giornalieri.
Aumenta anche l’importo dell’indennità mensile per chi possiede la certificazione professionale UNI 11766:2019, che passa da 11 a 30 euro.
Nuove tutele e sostegno alla genitorialità
Oltre alle novità di carattere economico, vengono introdotti anche importanti cambiamenti normativi.
I lavoratori domestici avranno la possibilità di fruire di permessi per assistere familiari con grave disabilità certificata; un risultato rilevante dal momento che finora il settore è stato escluso dall’applicazione della legge 104/92.
Il nuovo accordo prevede significativi progressi anche nel supporto alla genitorialità – ambito in cui, attualmente, il lavoro domestico è escluso dalla maggior parte delle tutele legislative – considerando ora espressamente anche la figura del padre lavoratore.
Impatto economico sui datori di lavoro
Tra nuovi minimi salariali, rivalutazione Istat e maggiori oneri contributivi i datori di lavoro riscontreranno un aumento dei costi. Per far fronte all’incremento della spesa, le famiglie avranno la possibilità di continuare a usufruire delle agevolazioni fiscali previste nel 2025. Rimangono confermate le detrazioni per le spese di colf e badanti (fino a 2.100,00 euro l’anno) e le deduzioni dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro per ogni collaboratore.
Le disposizioni introdotte mettono in luce l’importanza del nuovo accordo nel garantire regolarità, trasparenza ed equità nei confronti dei lavoratori del settore domestico.
Iryna Pelykh – Centro Studi CGN
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