L’AI entra negli studi professionali: la nuova guida del CNDCEC spiega come farlo (bene)

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e la Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti hanno pubblicato la terza guida operativa sull’intelligenza artificiale, “L’aiuto intelligente al commercialista”.
Un titolo eloquente: l’obiettivo non è sostituire il professionista, ma affiancarlo con strumenti capaci di migliorare l’efficienza, ridurre gli errori e liberare tempo per le attività di consulenza e analisi.

Una professione che cambia (e una legge che lo conferma)

La guida arriva in un momento cruciale. Con la Legge 132/2025, l’Italia ha approvato un quadro normativo specifico per l’intelligenza artificiale, allineato al nuovo AI Act europeo.
È la prima volta che anche le professioni intellettuali vengono chiamate a regolare l’uso dell’IA in modo chiaro e strutturato.

In particolare:

  • il professionista deve informare il cliente se utilizza sistemi di IA nel proprio lavoro;
  • la responsabilità delle decisioni resta sempre in capo all’uomo, mai al software;
  • serve una valutazione preventiva dei rischi e una gestione corretta dei dati trattati.

Non è quindi solo una questione tecnologica, ma anche di etica e trasparenza.
L’uso dell’IA può semplificare molto, ma deve sempre rispettare la fiducia che lega il commercialista al suo cliente e i principi di correttezza professionale.

Dalla teoria alla pratica: tre guide per accompagnare il cambiamento

Questa nuova pubblicazione chiude un percorso iniziato nel 2023 con la collana “Strumenti di lavoro” del CNDCEC, dedicata all’intelligenza artificiale.

  • La prima guida ha delineato gli scenari generali e i potenziali impatti della tecnologia sulla professione.
  • La seconda ha fornito strumenti operativi e checklist per un uso immediato dell’IA negli studi, anche di piccole dimensioni.
  • Questa terza guida completa il quadro, affrontando i temi più attuali: governance, deontologia, privacy, sicurezza e formazione.

L’idea è semplice ma ambiziosa: aiutare la categoria a passare dalla curiosità all’applicazione concreta, con metodo e consapevolezza.

L’approccio giusto: l’uomo al centro

Il principio chiave della guida è chiaro: l’intelligenza artificiale non sostituisce l’intelligenza umana.
Può velocizzare analisi, elaborare grandi quantità di dati, proporre scenari o soluzioni, ma l’ultima parola deve restare al professionista, che interpreta, verifica e decide.

È un approccio antropocentrico e responsabile, che rimette al centro il valore umano della competenza, della relazione e del giudizio critico.
In altre parole: non si tratta di “affidarsi” all’IA, ma di governarla, mantenendo sempre il controllo dei processi e delle scelte.

Cosa c’è nella guida

La pubblicazione del CNDCEC non è un trattato teorico, ma un manuale pratico.
Ecco i principali contenuti:

  • Governance e organizzazione: come integrare l’IA nella struttura dello studio, individuando ruoli, responsabilità e modalità di controllo.
  • Deontologia e responsabilità: le regole da seguire per garantire correttezza, informativa al cliente e conformità alla Legge 132/2025.
  • Privacy e sicurezza dei dati: consigli concreti su come proteggere i dati sensibili ed evitare che informazioni riservate finiscano in piattaforme esterne.
  • Strumenti operativi: modelli di policy, checklist, registri dei sistemi AI e tabelle di confronto tra le soluzioni disponibili sul mercato.

Un capitolo interessante è dedicato all’aggregazione tra professionisti, vista come leva per condividere costi, competenze e infrastrutture tecnologiche, favorendo una transizione digitale più sostenibile anche per gli studi di piccole dimensioni.

Il vero investimento? La formazione

L’IA non si compra: si comprende e si gestisce.
La guida lo dice chiaramente: il primo passo non è acquistare un software, ma formarsi.
Solo conoscendo i limiti e le potenzialità degli strumenti si può davvero usarli in modo sicuro e produttivo.

La vera sfida, quindi, è culturale: imparare a fare spazio al digitale senza perdere il controllo.
L’intelligenza artificiale può aiutare a gestire meglio i flussi di lavoro, anticipare criticità e concentrarsi su attività di maggior valore.
Ma resta un mezzo, non il fine.

In sintesi

Con questa terza guida, il CNDCEC completa un percorso iniziato per accompagnare la categoria verso la trasformazione digitale.
È un invito a non subire il cambiamento, ma a guidarlo con curiosità e consapevolezza.
L’intelligenza artificiale può diventare una risorsa preziosa per ogni studio, a patto che resti “intelligente” anche l’uso che se ne fa.

Come dire: la vera intelligenza resta quella del professionista che sa come usare la tecnologia e quando è meglio non usarla.

 

 

 

Arbias Mucka – Centro Studi CGN


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