Vendite con reso: la gestione contabile e fiscale secondo l’OIC 34

Quando si parla di vendite con possibilità di reso, è importante soffermarsi su come queste operazioni debbano essere gestite sia dal punto di vista contabile che fiscale, anche in relazione agli strumenti software utilizzati. Il principio contabile OIC 34, dedicato ai ricavi, fornisce indicazioni precise in merito, recentemente integrate dalle disposizioni fiscali contenute nell’articolo 4 del Decreto del Ministero dell’Economia del 27 giugno 2025, accompagnato da una relazione illustrativa che ne chiarisce ulteriormente l’applicazione.

Queste regole si applicano ai soggetti che redigono il bilancio secondo le norme del Codice civile, i cosiddetti OIC adopter.

Il principio generale dell’OIC 34

Secondo l’OIC 34, un ricavo può essere iscritto a bilancio solo quando il venditore ha una ragionevole certezza che il cliente non restituirà il bene acquistato (come indicato nei paragrafi 26 e 27 del principio). In presenza di un rischio di restituzione, il principio distingue due situazioni:

  1. reso puntuale del singolo bene;
  2. resi valutati per massa.

1. Il reso puntuale

Nel caso in cui si tratti di un reso puntuale, il principio stabilisce che il ricavo può essere rilevato al momento della vendita solo se il venditore, sulla base dell’esperienza, dei dati contrattuali e previsionali, è ragionevolmente certo che il cliente non restituirà il bene.

Se invece esiste la possibilità o probabilità che il bene venga restituito, il ricavo non può essere iscritto a bilancio. Questo vale anche ai fini fiscali, in virtù del principio della derivazione rafforzata. In tal caso, il bene resta contabilmente in magazzino.

Operativamente:

  • se non si prevede la restituzione, il ricavo viene registrato normalmente al momento dell’emissione della fattura, risultando immediatamente rilevante anche fiscalmente.
  • se si prevede la possibilità/probabilità di restituzione, al momento della registrazione della fattura non si utilizza un conto di ricavo, ma un conto del passivo patrimoniale dedicato.

In quest’ultimo caso:

  • se il bene viene effettivamente restituito, il conto del passivo patrimoniale viene chiuso in dare con la nota di credito.
  • se invece si ha la certezza che il bene non verrà restituito, il conto del passivo viene chiuso in dare, con contropartita in avere sul conto ricavi, generando così anche l’effetto fiscale.

2. Rischio di reso valutato per massa

Quando il rischio di reso viene valutato su base aggregata, ad esempio tramite analisi statistiche o esperienze pregresse, il contribuente deve stimare la quantità di resi attesi e rilevare il ricavo al netto di tali stime, accantonando una passività per rimborsi futuri.

Dal punto di vista operativo:

  • al momento della registrazione della fattura, si utilizza normalmente il conto ricavi (fiscalmente rilevante).
  • a fine esercizio, si effettua una scrittura contabile per l’accantonamento: in dare un conto di costo (rettifica del ricavo, fiscalmente non deducibile) e in avere un fondo per oneri nel passivo patrimoniale.

Le conseguenze sono:

  • in bilancio, il ricavo risulta al netto dell’accantonamento.
  • fiscalmente, il costo dell’accantonamento non è deducibile, quindi si genera una variazione in aumento temporanea nella dichiarazione dei redditi, con eventuale stanziamento di imposte anticipate.

Successivamente:

  • se il bene viene restituito, l’accantonamento diventa deducibile e si effettua una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi. Il fondo oneri viene stornato in dare, con chiusura in avere del ricavo tramite la nota di credito.
  • se invece si ha la certezza che il bene non verrà restituito, il fondo oneri può essere chiuso in dare, con contropartita in avere su una sopravvenienza attiva fiscalmente irrilevante. Anche in questo caso, si effettua una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi.

In entrambi gli scenari, la chiusura del fondo consente il riassorbimento delle imposte anticipate eventualmente stanziate.

 

 

 

Giuseppe De Biasio – Centro Studi CGN