Le rimanenze di magazzino e la revisione legale

Una delle fasi più delicate e quindi rischiose, nello svolgimento della funzione di revisore legale, può essere legata all’inventario delle rimanenze di magazzino.

Infatti, in alcune realtà produttive, la voce contabile delle “rimanenze di magazzino” può assumere importi complessivamente rilevanti e/o presentare – per diversi motivi – un alto livello di rischiosità che esse non possano essere riportate correttamente.

Nell’ambito dei Principi di revisione internazionali, l’ISA Italia 501 – insieme principalmente ai principi ISA Italia n. 330 e 500 – soccorrono il revisore al fine di acquisire elementi probativi sufficienti e appropriati con riferimento a particolari aspetti riguardanti le rimanenze.

Al paragrafo 4, l’ISA Italia 501, prevede che nei casi in cui le rimanenze abbiamo un peso significativo nell’ambito del bilancio, il revisore deve acquisire elementi probativi sufficienti ed appropriati rispetto alla loro esistenza e condizioni, mediante:

  • la presenza, nei casi in cui risulti fattibile, alla conta fisica delle rimanenze (che accerta l’esistenza ma non necessariamente la proprietà di cui si dirà appresso), anche in ordine a merce danneggiata e/o deteriorata. Un disagio di carattere generale che impedisca al revisore dal compiere la conta fisica delle rimanenze, non è considerata sufficiente come valida ragione

Picture1 - rimanenze magazzino revisione legale

(esempi di domande presenti carta di lavoro relativa all’inventario di magazzino nel software Revisione Legale CGN)

  • lo svolgimento di procedure di revisione sulle registrazioni inventariali finali dell’impresa, per stabilire se riflettano le risultanze della conta fisica delle rimanenze. In generale le procedure per la selezione a campione dei beni oggetto di verifica prevedono il confronto della conta dei dati contenuti nei tabulati contabili inventariali, con la rilevazione fisica e viceversa.

Picture2 - rimanenze magazzino revisione legale

Nel caso in cui la conta fisica delle rimanenze avvenga in data diversa da quella di riferimento del bilancio, il revisore deve acquisire anche elementi probativi sulle variazioni intervenute in detto periodo. Ma non solo, in quanto anche durante la fase inventariale, che in alcuni casi può durare più giorni, il revisore dovrà indicare come sono documentate le movimentazioni in questo periodo, anche in considerazione del cut-off.

Altro aspetto importante in termini di errori significativi, può essere costituito da:

  • la dislocazione delle merci in più luoghi (si pensi alle modalità di selezione delle unità locali da campionare e la presenza di mezzi di trasporto che potrebbero essere carichi di merce);
  • la detenzione (e causale) di merci, opportunamente documentata, dell’impresa presso magazzini di terzi;
  • la detenzione (e causale) di merci, opportunamente documentata, appartenenti a terzi, presso i magazzini dell’impresa.

Picture3 - rimanenze magazzino revisione legale

In questi ultimi casi potrebbe essere necessario che il revisore si avvalga del supporto di altri revisori (ISA Italia 600)

Risulta basilare valutare le istruzioni e le procedure adottate dalla direzione dell’impresa, per la rilevazione e controllo della conta fisica delle rimanenze, in termini di adeguatezza del sistema di controllo interno:

  • la società si avvale di procedure inventariali formalizzate che prevedano anche i casi di trattamento di differenze inventariali e merce obsoleta – deteriorata?
  • il personale è adeguatamente istruito sulle procedure da adottare?
  • le persone che procedono alla conta sono le stesse che hanno la responsabilità del magazzino?

Picture4 - rimanenze magazzino revisione legale

(memo presente nella carta di lavoro “Memorandum conta fisica di magazzino” nel software Revisione Legale CGN)

A questo proposito, infine, il revisore integrerà la comprensione effettuata con la società quanto a procedure inventariali ed andamento del magazzino, con la lettura della carta di lavoro effettuata in occasioni precedenti, per la rilevazione di eventuali carenze.

 

 

 

Giuseppina Spanò – Centro Studi CGN
Anna Rossi – Centro Studi CGN