Terzo Settore e sport dilettantistico nel 2026: riforme, regole e scelte operative

Il 2026 segna un passaggio decisivo per due ambiti regolati da normative distinte ma sempre più intrecciate: il Terzo Settore da un lato, lo sport dilettantistico dall’altro. Le riforme che li riguardano il Codice del Terzo Settore e il nuovo assetto giuridico-sportivo, iniziano a produrre effetti concreti, imponendo agli enti e ai loro consulenti un ripensamento profondo della gestione fiscale, contabile e organizzativa.

Per commercialisti, consulenti del lavoro e responsabili di enti associativi, la sfida non è solo seguire gli aggiornamenti, ma saperli tradurre in scelte operative coerenti, sostenibili e conformi al nuovo quadro normativo.

Il Codice del Terzo Settore entra in vigore, davvero

Con il 1° gennaio 2026 diventa pienamente operativo il regime fiscale previsto dal Titolo X del Codice del Terzo Settore. Le disposizioni che per anni erano rimaste sospese, in attesa del via libera europeo, ora trovano applicazione. Per gli enti iscritti al RUNTS, in particolare APS, ODV e fondazioni, ciò comporta l’adozione di nuove regole su IRES, IVA, decommercializzazione, rendicontazione e trasparenza.

L’impatto è rilevante anche per molte associazioni e società sportive dilettantistiche che, nel tempo, hanno scelto o stanno valutando la qualifica di ETS. In questi casi, i benefici fiscali si accompagnano a obblighi più stringenti in termini di organizzazione interna, separazione delle attività, tenuta contabile e rispetto delle finalità statutarie.

Le ASD e SSD tra disciplina sportiva e opportunità ETS

Il mondo dello sport dilettantistico vive, parallelamente, l’attuazione della riforma introdotta dal D.Lgs. n. 36/2021, che ha ridefinito ruoli, requisiti, governance e adempimenti per ASD e SSD. In questo scenario, molti enti stanno considerando l’iscrizione al RUNTS, non solo per accedere a nuove agevolazioni, ma per rafforzare il proprio assetto istituzionale.

È una scelta strategica, ma non priva di implicazioni: l’adesione al Terzo Settore comporta la necessità di rivedere lo statuto, adottare bilanci secondo nuovi schemi, garantire trasparenza gestionale e distinguere in modo netto tra attività istituzionali e commerciali.

Per i professionisti, significa assistere enti che si collocano al crocevia tra due sistemi normativi, con regole diverse e in parte sovrapposte. Saperli armonizzare è oggi una competenza essenziale.

IVA e attività sportiva: chiarimenti e proroghe

Una delle questioni più delicate riguarda il trattamento IVA delle prestazioni sportive. La riforma, in origine, prevedeva il passaggio dal regime di esclusione a quello di esenzione, con effetti significativi su apertura della partita IVA, tenuta dei registri e dichiarazioni.

Ma con la proroga disposta a fine 2025, il regime di esclusione IVA resta in vigore fino al 2036 per molte attività associative. Questo significa che, in presenza di determinati requisiti statutari e organizzativi, le prestazioni rivolte a soci e tesserati possono continuare a non essere considerate operazioni rilevanti ai fini IVA.

Un punto fermo importante, che consente agli enti di pianificare con maggiore serenità il passaggio graduale al nuovo assetto. Ma anche una finestra temporale da utilizzare per rafforzare la consapevolezza e la preparazione sul piano operativo.

Obblighi contabili e gestione digitale: un processo già iniziato

Sebbene non vi sia ancora un obbligo generalizzato alla fatturazione elettronica per tutti gli enti non profit, la spinta verso la digitalizzazione è ormai evidente. Sempre più spesso, la gestione contabile richiede strumenti evoluti, archivi strutturati, tracciabilità dei flussi e adempimenti coerenti con gli standard del Terzo Settore.

Per molti enti sportivi, specie quelli che svolgono anche attività commerciali, adottare strumenti di contabilità digitale è ormai una scelta necessaria, se non obbligata. Non solo per rispettare le regole, ma per disporre di dati affidabili, utili alla pianificazione e alla rendicontazione.

RUNTS: perché iscriversi (o no)

L’iscrizione al Registro Unico del Terzo Settore non è obbligatoria per ASD e SSD. Ma rappresenta una scelta sempre più frequente tra le realtà che svolgono attività a forte impatto sociale, educativo o inclusivo.

Iscriversi al RUNTS comporta l’adozione di uno statuto conforme, l’accesso a regimi fiscali specifici e l’assunzione di obblighi di trasparenza e rendicontazione. Non è un passaggio formale, ma un cambiamento sostanziale nella struttura giuridica e operativa dell’ente.

Per questo, è fondamentale analizzare con attenzione la convenienza fiscale, ma anche l’adeguatezza organizzativa. Non tutti gli enti sono pronti, ma molti possono diventarlo, se accompagnati da professionisti in grado di unire competenza normativa e visione strategica.

In sintesi

Il 2026 non è solo l’anno dell’entrata in vigore di nuove norme. È l’anno in cui il Terzo Settore e lo sport dilettantistico smettono di essere compartimenti stagni. Sempre più spesso, si incontrano negli statuti, nei bilanci, nelle scelte operative.

Per i professionisti, la vera sfida è aiutare gli enti a orientarsi in un contesto complesso, senza perdere di vista l’obiettivo: costruire modelli gestionali coerenti con la missione, sostenibili nel tempo e capaci di valorizzare le opportunità normative.

La buona gestione oggi non è solo una questione fiscale. È una questione culturale.

 

 

Arbias Mucka – Centro Studi CGN


Scopri il percorso tematico in diretta su Unoformat

Terzo Settore e sport dilettantistico nel 2026: gestione fiscale e organizzativa

Guida operativa a IVA, regimi fiscali e modelli organizzativi per ETS e ASD

Dal 29 gennaio al 29 aprile 2026 – 12 dirette web
Accreditamento in corso: 28 CFP per DCEC

Promo Last Chance: fino al 28 gennaio a € 518 anziché € 670 + IVA.
Lo sconto viene applicato automaticamente in fase di conferma dell’ordine.

Prenota ora e assicurati il prezzo scontato: Scopri il programma completo

iscriviti ora