Un solo codice fiscale per più persone? È possibile, anche se succede molto raramente. È il caso dell’omocodia, quando due (o più) cittadini, per coincidenza anagrafica, si vedono attribuito lo stesso codice fiscale. Una nuova guida dell’Agenzia delle Entrate spiega cosa significa, come scoprirlo e soprattutto come risolvere il problema in modo sicuro.
Il codice fiscale è stato ideato per identificare in maniera univoca ogni cittadino nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i privati. Ma può capitare (molto di rado) che a due persone diverse, per coincidenza di nome, cognome, data e luogo di nascita, venga generato lo stesso codice fiscale “base”.
La Pubblica Amministrazione e gli enti privati non riescono più a distinguere correttamente a chi hanno di fronte. I documenti possono intercambiarsi, così come le dichiarazioni, le pratiche, i fascicoli fiscali. E a volte anche i pagamenti possono risultare fatti alla persona sbagliata.
Come chiaramente illustrato nella guida sintetica dell’AdE, la soluzione passa sempre da un accertamento. Se si ha il sospetto di un errore o si riscontrano dati anomali nel proprio cassetto fiscale, è importante rivolgersi quanto prima a un qualsiasi ufficio delle Entrate.
Quando si accerta l’omocodia, l’Agenzia assegna un nuovo codice fiscale univoco a ciascuno dei soggetti coinvolti. I cittadini vengono convocati per il rilascio del nuovo codice e per un’inedita “fotografia” della loro situazione anagrafica e fiscale. Tutte le pratiche già avviate, comprese dichiarazioni, partita Iva, pagamenti, fascicoli domicili fiscali, vengono riallineate al codice corretto e così si ripristina la piena tracciabilità di quanto fatto.
Codice fiscale provvisorio: cos’è e quando si usa
In attesa di quello definitivo può essere rilasciato un codice fiscale provvisorio composto da sole cifre numeriche. È un codice valido a tutti gli effetti e deve essere accettato da amministrazioni, banche ed enti. La sua validità è sempre verificabile presso le Entrate.
Come evitare l’omocodia: un prezioso consiglio
L’omocodia è rara, ma spesso è causata da un errore iniziale: la generazione del codice fiscale tramite software privati. È una brutta abitudine da cui è meglio astenersi.
Solo le Entrate, e per loro meglio i Comuni e le Questure, possono generare un codice fiscale corretto e valido tramite il sistema dell’Anagrafe tributaria. Affidarsi a strumenti non ufficiali vuol dire mettere a rischio la propria unicità e produrre errori che possono avere anche risvolti spiacevoli.
La vera unicità non è nel codice, ma nella “cura” con cui è gestito
Anche nei casi più improbabili il sistema fiscale italiano mette a disposizione strumenti chiari per tutelare ciascun cittadino. L’omocodia non è un malfunzionamento del sistema, ma una sua anomalia; saperla riconoscere e affrontarla nel modo corretto vuol dire salvaguardare l’identità fiscale di ciascuno.
Arbias Mucka – Centro Studi CGN































