Il regime forfetario ex art. 145 TUIR per gli enti non commerciali non iscritti al RUNTS

Tra i regimi agevolativi previsti per gli enti non commerciali, il regime forfetario disciplinato dall’art. 145 del TUIR rappresenta tuttora una soluzione di particolare interesse per quegli enti che svolgono attività commerciali in via non prevalente e che non hanno optato per l’iscrizione al RUNTS. Si tratta di un regime “storico”, che continua ad applicarsi a una platea residuale di enti associativi rimasti al di fuori del perimetro del Codice del Terzo Settore.

Ambito soggettivo e condizioni di accesso

Possono accedere al regime forfetario ex art. 145 gli enti non commerciali ammessi alla contabilità semplificata, a condizione che non esercitino in via prevalente attività commerciale. Il regime consente la determinazione forfetaria del reddito d’impresa prodotto dalle attività commerciali eventualmente svolte, applicando specifici coefficienti di redditività ai ricavi conseguiti.

Restano esclusi dal perimetro applicativo le società sportive dilettantistiche (SSD), che per espressa previsione normativa sono considerate enti commerciali a tutti gli effetti.

Determinazione del reddito imponibile ai fini IRES

Il reddito imponibile è determinato applicando ai ricavi commerciali il coefficiente di redditività stabilito in funzione della tipologia di attività esercitata:

  • Prestazioni di servizi: 15% fino a 15.493,71 euro; 25% da 15.493,71 a 500.000 euro;
  • Altre attività: 10% fino a 25.822,84 euro; 15% da 25.822,85 a 800.000 euro.

All’ammontare così determinato devono essere aggiunti i componenti positivi di reddito indicati dagli articoli 86, 88, 89 e 90 del TUIR, quali plusvalenze patrimoniali, sopravvenienze attive, dividendi, interessi e proventi immobiliari.

Nel caso in cui l’ente svolga contemporaneamente attività di servizi e altre attività, il coefficiente applicabile è individuato in base all’attività prevalente; in mancanza di distinta annotazione dei ricavi, la prevalenza si presume in favore delle prestazioni di servizi.

Il reddito così calcolato è assoggettato a IRES con aliquota ordinaria del 24% e deve essere dichiarato nel Modello Redditi ENC – quadro RG, compilando il campo RG4.

Come previsto per i regimi forfetari, gli enti che adottano il regime dell’art.145 sono esonerati dalla presentazione del modello ISA.

Determinazione dell’imponibile ai fini IRAP per gli enti in regime ex art. 145 TUIR

L’adozione del regime forfetario di cui all’art. 145 del TUIR non comporta un’estensione automatica del metodo forfetario anche ai fini IRAP. Per gli enti non commerciali resta infatti ferma l’applicazione delle regole ordinarie di determinazione della base imponibile IRAP, secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 446/1997.

In particolare, occorre distinguere in funzione della tipologia di attività svolta dall’ente e della sua qualificazione ai fini IRAP.

Metodo di determinazione della base imponibile

Per gli enti non commerciali che esercitano attività commerciale in via non prevalente, come avviene nei casi tipici di applicazione dell’art. 145 TUIR, la base imponibile IRAP è determinata secondo il cosiddetto “metodo misto”, disciplinato dagli articoli 10 e 10-bis del D.Lgs. n. 446/1997.

In linea generale:

  • per l’attività istituzionale (sezione I – quadro IE), l’ente applica il metodo retributivo, assumendo a base imponibile:
    • le retribuzioni erogate al personale dipendente;
    • i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;
    • i compensi per collaborazioni coordinate e continuative;
    • i compensi per lavoro autonomo occasionale;
  • per l’attività commerciale (sezione II – quadro IE), si applicano le regole ordinarie previste per le imprese commerciali, tenendo conto del reddito d’impresa determinato ai fini IRES.

Nel caso in cui vi siano dei costi promiscui, ossia quei costi che sono riferibili sia all’attività di interesse generale che all’attività commerciale, è necessario determinare in quale misura questi costi si riferiscono all’attività commerciale. Per calcolare questo «pro rata» è necessario fare il rapporto tra l’Ammontare dei ricavi e dei proventi derivanti da attività commerciale rispetto al totale di tutti i ricavi.

Tuttavia, per gli enti che determinano il reddito d’impresa in modo forfetario ex art. 145 TUIR, il modello dichiarativo IRAP prevede una disciplina specifica. Tali enti devono compilare il quadro IE – sezione III per determinare la base imponibile relativa all’attività commerciale.

In particolare:

  • nel rigo IE34 va indicato il reddito d’impresa determinato forfetariamente ai fini IRES;
  • nel rigo IE35 devono essere esposte le retribuzioni e i compensi;
  • nel rigo IE36 vanno indicati eventuali interessi passivi rilevanti;
  • il rigo IE37 determina il valore della produzione netta, su cui applicare l’aliquota IRAP vigente a livello regionale.

È quindi evidente che, a differenza dell’IRES, non è previsto un coefficiente di redditività IRAP, ma una ricostruzione della base imponibile secondo le regole del decreto istitutivo dell’imposta.

Adempimenti IVA

Il regime ex art. 145 TUIR non incide sulla disciplina IVA. Gli enti restano pienamente soggetti agli obblighi ordinari: fatturazione elettronica delle operazioni commerciali, liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali), versamenti e dichiarazione annuale IVA.

 

 

 

Sonia Morello – Centro Studi CGN