Quali sono i vantaggi per chi ottiene un buon punteggio ISA e come cambiano i controlli fiscali per il 2025?
Con il provvedimento del 22 aprile 2026, l’Agenzia delle Entrate approva in modo puntuale regole, soglie e condizioni per accedere al regime premiale ISA relativo al periodo d’imposta 2025.
Il documento si inserisce nel solco dell’articolo 9-bis del Dl n. 50/2017, aggiornato dalle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 1/2024, e conferma la logica di fondo del sistema ISA: premiare comportamenti coerenti e trasparenti nel tempo, differenziando in modo chiaro i vantaggi in base al punteggio conseguito.
Entrando nel merito, uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio la graduazione dei benefici. Non esiste un unico “pacchetto” valido per tutti, ma un sistema progressivo. I contribuenti che raggiungono un livello di affidabilità almeno pari a 9 accedono alle agevolazioni più ampie, mentre chi si colloca nella fascia tra 8 e 9 può comunque beneficiare di misure simili, ma con limiti quantitativi più contenuti.
Tra i vantaggi più significativi si confermano gli esoneri dal visto di conformità. In presenza di punteggi elevati, è possibile compensare crediti IVA fino a 70mila euro annui senza necessità di visto, mentre per le imposte dirette e l’Irap il limite è fissato a 50mila euro. Analogamente, per i rimborsi IVA entro 70mila euro annui viene meno l’obbligo del visto o della prestazione di garanzia.
Non meno rilevanti sono le tutele sul fronte dei controlli. I contribuenti più affidabili possono beneficiare, tra l’altro, dell’inapplicabilità degli accertamenti fondati su presunzioni semplici e di una riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività accertativa, limitatamente ai redditi d’impresa e di lavoro autonomo. A ciò si aggiunge l’esclusione dall’accertamento sintetico, a condizione che il reddito accertabile non superi di due terzi quello dichiarato.
Un elemento interessante riguarda anche il rapporto tra ISA e disciplina delle società non operative. Il provvedimento individua specifiche soglie di punteggio che consentono di evitare l’applicazione delle penalizzazioni previste per le cosiddette “società di comodo”, rafforzando ulteriormente il legame tra affidabilità fiscale e benefici normativi.
Il provvedimento dà forza al valore della continuità e affidabilità nel tempo. Il sistema premiale non guarda solo al risultato di una singola annualità, ma consente di accedere a diversi benefici anche sulla base della media dei punteggi ISA di due periodi d’imposta consecutivi. In questo modo, viene premiata la stabilità dei comportamenti fiscali nel tempo, evitando che il risultato di un singolo anno possa determinare effetti sproporzionati.
Sul piano operativo, il provvedimento dedica attenzione anche alla gestione dei benefici IVA. Considerando le diverse tempistiche tra dichiarazioni, compensazioni e rimborsi, viene chiarito che il livello di affidabilità rilevante è quello riferito al periodo oggetto di dichiarazione.
Tuttavia, gli effetti premiali possono estendersi anche alle annualità successive, entro limiti complessivi ben definiti. Un passaggio importante riguarda inoltre la natura cumulativa delle soglie: i limiti di esonero devono essere considerati su base annua, evitando utilizzi frazionati finalizzati ad aggirare le regole.
Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente attività d’impresa e lavoro autonomo, l’accesso ai benefici non è automatico. È necessario applicare gli ISA per entrambe le categorie reddituali e raggiungere, per ciascun indice, il punteggio minimo richiesto.
Sul versante dei controlli, il quadro si completa con un’indicazione chiara: i contribuenti con punteggio pari o inferiore a 6 rappresentano l’area prioritaria per l’analisi del rischio di evasione fiscale.
Infine, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate evidenzia la natura dinamica degli ISA. Le soglie di accesso ai benefici non sono definitive, ma possono essere aggiornate in futuro sulla base dell’evoluzione dei dati dichiarativi. Dalla lettura del provvedimento si intuisce anche che il sistema degli ISA non si limita a misurare l’affidabilità fiscale, ma la utilizza come leva per modulare adempimenti, controlli e vantaggi concreti. Un approccio sempre più orientato a distinguere chi si comporta correttamente da chi presenta profili di rischio, premiando la coerenza nel tempo più che il risultato occasionale di un solo periodo d’imposta.
Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN































