MiCA: cosa cambia per dichiarazioni, documentazione e controlli nel 2026

In ottica di avvio della campagna delle dichiarazioni 2026, è utile sapere che il Regolamento MiCA – Markets in Crypto-Assets non è una riforma fiscale, ma cambia come gli studi gestiranno dati e documenti su cripto‑attività: dal 1° luglio 2026 potranno operare nell’UE solo CASP (Crypto‑Asset Service Provider) autorizzati, con flussi informativi più standardizzati. Per i professionisti questo significa verifiche sulla piattaforma, controlli sulla rendicontazione e comunicazione preventiva ai clienti per evitare disservizi.

MiCA introduce un regime autorizzativo unico per i Crypto‑Asset Service Provider (CASP), con requisiti su governance, custodia, sicurezza IT e informativa. L’effetto per gli studi non è nuovo prelievo d’imposta, ma miglior tracciabilità dei dati e standard documentali più chiari per ricostruire operazioni e giacenze.

In un contesto dove i clienti presentano:

  • criptovalute acquistate anni prima,
  • wallet esteri privi di documentazione,
  • prodotti finanziari su piattaforme internazionali,
  • exchange

la disponibilità di rendicontazioni verificabili riduce incertezza e rischi operativi.

Regime transitorio, autorizzazioni e necessità di aggiornare procedure interne

Il periodo transitorio sta terminando: gli operatori non ancora autorizzati devono ottenere la licenza MiCA o cessare i servizi nell’UE. ESMA ha richiesto ai CASP privi di autorizzazione piani di cessazione ordinata (wind‑down) nelle giurisdizioni dove il transitorio scade senza rilascio della licenza. Per gli studi questo si traduce in procedure interne per:

  • verificare se la piattaforma è autorizzata in UE;
  • accettare rendicontazioni conformi agli standard MiCA;
  • impostare nuove checklist operative a partire dal 2026.

Comunicazione ai clienti e rischi legati agli operatori non autorizzati

Non tutti gli operatori, in particolare extra‑UE, sceglieranno o riusciranno ad adeguarsi: alcuni potrebbero limitare o interrompere i servizi ai clienti UE. È opportuno informare tempestivamente i clienti e invitare a:

  • scaricare e conservare report, estratti e prova di possesso;
  • valutare la migrazione verso piattaforme autorizzate UE;
  • programmare un check documentale entro il primo semestre 2026. Queste azioni ridurranno i rischi di interruzione operativa e faciliteranno le ricostruzioni in dichiarazione.

Una comunicazione tempestiva consente di tutelare il cliente e di mettere lo studio al riparo da ricostruzioni complesse, documentazione lacunosa e interruzioni improvvise dei servizi delle piattaforme

 

Riferimenti

ESMA – Statement sulla fine dei periodi transitori MiCA (cessazione ordinata per non autorizzati) 

 

 

 

Michela Fabbruzzo – Centro Studi CGN


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