Negli ultimi anni la presenza sui social media è diventata sempre più rilevante anche per il marketing degli studi professionali, complice anche la pervasività con cui questi canali sono entrati nella vita quotidiana e la familiarità con cui abbiamo assimilato il loro linguaggio.
Per il professionista non si tratta di fare marketing in senso tradizionale, ma di comprendere come questi strumenti possano essere utilizzati in modo coerente con il ruolo del commercialista e con l’attività dello studio, a partire da un’evidenza:
Oggi clienti e imprese si informano anche online
Infatti, cercano riferimenti, osservano contenuti e si fanno un’idea del professionista prima ancora di procedere ad un contatto diretto.
Perché uno studio professionale dovrebbe essere presente sui social
Per molti studi il passaparola resta il principale canale di acquisizione clienti.
Tuttavia, nel tempo, questo meccanismo si è evoluto: oggi passa anche attraverso i canali digitali.
Essere presenti sui social non significa fare promozione, ma rafforzare la relazione diretta:
- mantenere una presenza professionale continuativa
- rendere visibili competenze e ambiti di attività
- intercettare esigenze che emergono nel tempo
Quali piattaforme scegliere
Non è necessario presidiare tutti i canali disponibili, per uno studio professionale è più efficace selezionare le piattaforme più coerenti con il proprio contesto operativo.
È il canale più adatto per una comunicazione professionale. Consente di condividere contenuti tecnici, aggiornamenti e riflessioni in linea con il ruolo del commercialista.
Può essere utile soprattutto per una clientela locale o per mantenere un contatto informativo più ampio, mantenendo sempre un tono professionale.
Piattaforme più dinamiche, come Instagram o Tik Tok, devono essere valutate con molta attenzione, perché richiedono un linguaggio diverso e non sono sempre coerenti con tutti gli studi.
La scelta dovrebbe partire da una valutazione concreta: dove si trovano i propri interlocutori e quale tipo di comunicazione è sostenibile nel tempo.
Quali contenuti pubblicare
Uno dei principali ostacoli è capire cosa pubblicare senza snaturare il proprio ruolo professionale.
In realtà, i contenuti possono partire dall’attività quotidiana dello studio:
- Aggiornamenti normativi: non è necessario condividere ogni novità, ma selezionare quelle rilevanti e spiegarle in modo chiaro.
- Contenuti interpretativi: il valore del professionista sta nella capacità di spiegare le implicazioni pratiche per il cliente.
- Metodo di lavoro: raccontare l’approccio adottato, i processi e le modalità operative aiuta a costruire fiducia.
- Continuità nel tempo: non è richiesta una pubblicazione frequente, ma regolare. Anche pochi contenuti, se coerenti, possono essere efficaci.
Un approccio sostenibile
Per uno studio professionale, il social media marketing deve essere compatibile con il lavoro quotidiano, possibilmente integrandosi nel modo in cui lo studio comunica e si relaziona con i clienti.
In questo senso, i social rappresentano uno strumento per rendere visibile ciò che già avviene nello studio, senza modificarne l’identità.
In sintesi
Nel 2026 la presenza sui social media non è più un elemento distintivo come dieci anni fa, quando il fenomeno dei social viveva l’epoca d’oro dell’influencer marketing, nella quale si tributava onore alle pioneristiche figure che iniziavano ad integrare queste tecnologie nella propria attività di comunicazione e promozione.
Oggi si tratta di curare una componente, tra tante altre, del proprio contesto professionale, cercando di attuare le migliori soluzioni con un approccio coerente, sostenibile e allineato al proprio ruolo.
Stefano Maccioni – Centro Studi CGN





























