Bonifico istantaneo: opportunità, rischi e controlli interni

Perché un bonifico “istantaneo” può essere una soluzione preziosa per incassare e pagare più velocemente, ma allo stesso tempo uno strumento rischioso se usato senza regole? E quali procedure semplici può adottare un’impresa per sfruttarne i vantaggi senza esporsi a errori e truffe?

Il bonifico istantaneo è uno di quei servizi che, a prima vista, sembra perfetto: consente di trasferire denaro velocemente e, in pochi secondi, il beneficiario lo vede accreditato. Per aziende e professionisti significa ridurre i tempi morti, sbloccare forniture e servizi, chiudere partite aperte, evitare attese “da calendario bancario o giorni valuta”. Ma proprio perché è rapido, spesso è anche più difficile da correggere quando qualcosa non va per il verso giusto. In altre parole: il bonifico istantaneo è uno strumento molto potente, ma non perdona errori o la disattenzione.

Quando il bonifico istantaneo è davvero utile? Pensiamo a un cliente che deve saldare una fattura scaduta per sbloccare una consegna o per consentire la prosecuzione di un servizio: se paga con bonifico ordinario, spesso deve aspettare il giorno successivo (o più, se ci sono festività), con il rischio di subire un ritardo nella spedizione o vedersi bloccato il servizio.  Con un bonifico istantaneo, invece, è possibile verificare l’accredito in tempo reale e procedere subito.

Lo stesso vale sul lato fornitori. Ci sono fornitori che, se non vengono pagati, fermano la fornitura o l’erogazione del servizio: un ricambio urgente, una licenza da rinnovare, un servizio che rischia la sospensione. In questi casi il bonifico istantaneo può sbloccare la situazione.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia: velocità significa anche meno tempo per controllare. La criticità del bonifico istantaneo è semplice: quando parte, spesso è già arrivato. Se c’è un errore, viene meno la “finestra” che talvolta esiste con un bonifico ordinario per accorgersi dell’anomalia e intervenire. Un IBAN errato, un importo digitato in fretta, un beneficiario con nome simile a un altro: un attimo e il denaro è trasferito. Recuperarlo può essere complesso e, in alcuni casi, dipende dalla collaborazione della controparte o da procedure bancarie non immediate.

Ancora più delicato è il tema delle frodi e delle truffe. Oggi molte truffe non sono attacchi tecnici ai sistemi bancari: sono attacchi “sociali” ai processi aziendali. Le richieste tipiche hanno sempre due ingredienti: plausibilità e urgenza. Se alle dinamiche più comuni aggiungiamo uno strumento che trasferisce denaro in pochi secondi, è subito evidente perché un bonifico istantaneo gestito male può trasformarsi in un canale ad alto rischio.
Qual è allora la soluzione? La prima regola è definire quando il bonifico istantaneo è ammesso. Per esempio: solo per pagamenti urgenti e verificati, solo verso beneficiari già validati, solo entro certi importi. A molte aziende basta questa distinzione: se non c’è urgenza reale, si programma un bonifico ordinario e ci si prende il tempo dei controlli.
Un’altra regola riguarda i beneficiari. I fornitori abituali e i beneficiari ricorrenti entrano in una lista approvata. Ogni nuovo beneficiario o ogni cambio IBAN deve passare da un’attenta e scrupolosa verifica: telefonata a un numero di telefono conosciuto, non a quello indicato nella mail. È una regola che può sembrare banale, ma è probabilmente la più efficace contro le frodi su IBAN (ne avevamo parlato anche in questo articolo).
Un’altra regola è “niente urgenza”: nessun bonifico istantaneo deve essere disposto perché “lo dice un’email”. Se una richiesta arriva con toni concitati o insoliti, la procedura deve prevedere un controllo interno o una verifica ad hoc. L’urgenza, in un contesto di pagamenti, non è un buon motivo per affrettarsi: è un segnale per fermarsi e verificare.

Quando utilizzare il bonifico istantaneo? Il consiglio è usare il bonifico istantaneo quando si hanno almeno queste condizioni insieme: urgenza reale, beneficiario certo, conosciuto e già validato. Se manca anche una sola di queste condizioni, meglio usare un bonifico ordinario programmato e sfruttare il tempo per verificare.
Il bonifico istantaneo può essere un vantaggio competitivo: accelera incassi, sblocca operazioni e riduce tempi morti. Ma la velocità, in finanza, ha senso solo se è accompagnata da controllo. Con poche regole, l’azienda può ottenere il meglio da un bonifico istantaneo senza trasformarlo in una criticità. In definitiva, non è lo strumento a essere rischioso: è l’assenza di processo. E quando il processo è chiaro e collaudato, i rischi si riducono.

 

 

 

 

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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