Con il provvedimento n. 200918 del 6 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole generali per l’acquisizione, anche massiva, di dati, documenti, atti e comunicazioni mediante servizi digitali di interoperabilità (API). Cosa cambia per gli utenti e gli intermediari telematici?
Il documento attua quanto previsto dall’articolo 23 del Decreto Legislativo n. 1/2024, relativo al potenziamento del contenuto informativo del cassetto fiscale e disciplina le modalità con cui contribuenti e intermediari delegati, abilitati ai servizi telematici Entratel e Fisconline, potranno collegare i propri sistemi informatici a quelli dell’Amministrazione finanziaria.
La finalità è rendere più rapido, sicuro e automatizzato lo scambio delle informazioni fiscali. Attraverso i nuovi servizi sarà possibile acquisire in forma strutturata i documenti presenti nelle banche dati dell’Agenzia, compresi quelli riguardanti i ruoli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, a condizione che siano collegati ad atti impositivi emessi dalla stessa Agenzia.
Il sistema si fonda sulla Piattaforma API management, un’infrastruttura tecnologica costruita secondo il modello delle Application Programming Interface (API). Le API consentono alle applicazioni degli utenti di comunicare direttamente con quelle dell’Agenzia delle Entrate, nel rispetto di specifici requisiti di sicurezza, integrità, riservatezza e autenticità delle informazioni trasmesse.
Le regole operative per accedere alla piattaforma sono contenute nelle specifiche tecniche approvate insieme al provvedimento. Tali indicazioni rappresentano il riferimento per l’attivazione dei servizi, per la gestione dei collegamenti e per l’utilizzo corretto delle funzionalità disponibili.
Con questa innovazione, il cassetto fiscale supera la funzione di semplice area di consultazione e diventa uno strumento maggiormente integrato con i software gestionali utilizzati da imprese, contribuenti e professionisti. I dati non dovranno più essere reperiti esclusivamente mediante accesso manuale all’area riservata, ma potranno essere trasferiti direttamente nei sistemi informatici dell’utente.
La possibilità di acquisire informazioni in modalità massiva è particolarmente rilevante per gli intermediari, gli studi professionali e gli operatori che gestiscono elevati volumi di dati fiscali. L’automazione potrà ridurre le operazioni ripetitive, contenere i tempi di lavorazione e favorire una consultazione più ordinata delle informazioni necessarie agli adempimenti tributari.
I servizi saranno utilizzabili dai contribuenti abilitati ai canali telematici dell’Agenzia, dagli intermediari muniti di regolare delega e dagli operatori autorizzati in base al proprio profilo. Per procedere, l’utente dovrà entrare nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, consultare il catalogo dei servizi di interoperabilità disponibili e scegliere quello di proprio interesse.
L’attivazione richiede una specifica richiesta e l’adesione alle condizioni generali previste per ciascun servizio. Dopo l’abilitazione, l’utente potrà utilizzare i propri applicativi per acquisire dati e documenti secondo i tracciati e le modalità stabilite.
L’uso della nuova piattaforma API si inserisce nel percorso di digitalizzazione e semplificazione previsto dalla riforma fiscale. L’obiettivo è rendere più efficiente il rapporto tra Amministrazione finanziaria, contribuenti e intermediari, garantendo al tempo stesso controlli rigorosi sulle modalità di accesso, sull’identificazione degli utenti e sulla protezione dei dati scambiati. Si rafforza così un modello di cooperazione digitale che accompagna l’evoluzione organizzativa degli studi e imprese.
Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN
































