I soggetti ISA che rinnovano il Concordato Preventivo Biennale devono prestare attenzione al punteggio di affidabilità fiscale del periodo d’imposta antecedente al nuovo biennio. In pratica, per il rinnovo 2026/2027 il riferimento naturale è il periodo d’imposta 2025 che determina il livello di affidabilità fiscale senza possibilità di integrazione di ricavi/compensi per migliorarne il punteggio. Il livello di fedeltà costituisce punto di riferimento per determinare l’aliquota dell’imposta sostitutiva opzionale applicabile al maggior reddito concordato.
Aliquota sostitutiva
L’aliquota dell’imposta sostitutiva per il concordato preventivo biennale (CPB) varia dal 10% al 15%. Si applica solo sulla quota di reddito concordato che supera quello dichiarato nell’anno precedente (al netto delle componenti straordinarie) ed è determinata in base al punteggio ISA (affidabilità fiscale) ottenuto nel periodo d’imposta antecedente:
- 10%: per un punteggio ISA ≥ 8
- 12%: per un punteggio ISA compreso tra 6 e 7,99
- 15%: per un punteggio ISA < 6
le aliquote agevolate del 10, 12 e 15% si applicano entro un’eccedenza non superiore a 85mila euro. Sulla parte eccedente si applicano le aliquote ordinarie IRPEF o IRES.
In caso di rinnovo CPB non è possibile integrare i ricavi/compensi
La circolare n. 4/E/2026 per l’ipotesi di rinnovo del CPB per il biennio 2026-2027 chiarisce che non è possibile dichiarare ulteriori componenti positivi al fine di migliorare il punteggio di affidabilità fiscale relativo all’anno d’imposta 2025. La ragione di tale preclusione poggia sul fatto che su tali maggiori importi non verrebbero versate le relative maggiori imposte poiché “il reddito e il valore della produzione relativi al periodo d’imposta 2025 restano quelli determinati in sede di adesione al CPB”. Si tratterebbe, in altre parole, di un “adeguamento” privo di effetti formulato al sol fine di orientare la proposta di CPB 2026-2027 migliorandone punteggio ISA nell’ottica di beneficiare di una più bassa aliquota d’imposta sostitutiva CPB. In altri termini, il mancato miglioramento del punteggio mediante l’integrazione in dichiarazione di ricavi/compensi non impedisce l’accesso al rinnovo del CPB, ma può rendere meno conveniente l’opzione, perché obbliga il contribuente al versamento di maggiori imposte per via dell’aliquota sostitutiva più elevata.
Adesione al CPB per la prima volta
L’impossibilità di procedere all’integrazione dei componenti positivi al solo fine di migliorare il punteggio ISA vale esclusivamente per i contribuenti reduci dal primo concordato 2024-2025 che intendono rinnovare l’adesione per il biennio 2026/2027.
Il divieto di integrazione dei ricavi/compensi non vale per coloro che valutano per la prima volta l’adesione al CPB 2026-2027: in questo caso sarebbe possibile dichiarare ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, per il periodo precedente a quello di accesso al CPB (periodo 2025). Da un punto di vista operativo, i maggiori componenti sui quali sono assolte le conseguenti imposte (IRPEF/IRES,IRAP, IVA), vanno computati in sede di compilazione del quadro P del modello CPB 2026-2027.
Su quest’ultimo aspetto, giova riscontrare la FAQ Agenzia delle Entrate 25 ottobre 2024 n. 12 dove, tra gli altri aspetti, viene precisato che l’importo dell’“adeguamento ISA rileva anche per la determinazione dei valori proposti in sede di adesione al primo concordato.
Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN
































