La revisione legale dei conti inerente all’area dei costi non viene tradizionalmente rappresentata come una delle aree a maggiore rischiosità; tuttavia, ciò non significa in assoluto che sulle relative linee di bilancio non si possa rilevare un errore non intenzionale o frode.
Come di consueto nel lavoro di revisione, attività preliminare consiste nella comprensione del business e dei processi che generano i costi nell’ambito del ciclo passivo, ripercorrendo il workflow che porta alla loro contabilizzazione, e al sistema di controllo interno operante in relazione agli stessi.

Particolare attenzione è richiesta nell’accertamento dell’esistenza di procedure formalizzate e dell’implementazione della segregazione delle funzioni tra i soggetti responsabili della gestione delle anagrafiche fornitori, approvazione degli ordini di acquisto, ricezione delle merci, autorizzazione dei pagamenti e registrazione contabile.
Oltre alla possibilità di riscontrare errori non intenzionali, il rischio principale relativamente ai costi è di rilevare una loro sottoesposizione in bilancio, connessa ad una manipolazione da parte del management al fine di incrementare i risultati d’esercizio, configurando il tipico rischio di frode; parimenti, alcune tipologie di funzioni aziendali potrebbero attuare comportamenti opportunistici, come ad esempio il dirottamento di pagamenti a fornitori alterandone l’anagrafica.
La revisione legale inerente alla sezione B del conto economico si struttura secondo modalità differenti a seconda della tipologia di costi della produzione cui si riferisce, definendo 3 macro-aree principali assimilabili in base ai rischi mitigati e tipologia di elementi probativi utilizzabili:
- area dei costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci (6), per servizi (7), per godimento di beni di terzi (8), nonché oneri diversi di gestione (14);
- area dei costi per il personale (9);
- area dei costi per ammortamenti e svalutazioni (10), variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (11), accantonamenti per rischi (12) e altri accantonamenti (13).
Per l’area b) si eseguono tradizionalmente procedure di substantive analytics, consistenti sostanzialmente su comparazioni basate su dati non finanziari, mentre l’area c) è solitamente già testata presso le linee collegate di stato patrimoniale (immobilizzazioni, rimanenze, fondi rischi e oneri); le procedure di revisione più comuni sui costi nell’area a) sono invece riportate di seguito.
- Preliminarmente è sempre consigliato verificare la quadratura del bilancio di verifica con la contabilità, nonché la progressività delle fatture elettroniche e dei registri IVA.
- Quindi, è necessario svolgere procedure di analisi comparativa al fine di individuare eventuali scostamenti significativi rispetto al periodo precedente, indagandone le specifiche ragioni.
- La classica procedura di validità consiste poi nello svolgimento di un test di dettaglio (vouching), volto a verificare che i costi siano registrati correttamente, confrontando i documenti disponibili: fatture, documenti di trasporto, contratti, o altra documentazione utilizzabile quale elemento probativo. Le asserzioni verificate in questo caso sono principalmente:
- completezza delle registrazioni di costo riportate in bilancio;
- competenza (cut-off), individuando il corretto esercizio contabile; tale asserzione può essere verificata con l’ausilio del test di cut-off di magazzino, in relazione agli acquisti di materie prime o merci;
- accuratezza negli importi; classificazione e presentazione in bilancio o valutazione di costi stimati.
4. Altri test possono includere:
- verifica dell’adeguatezza espositiva e della corretta valutazione nel rilevare operazioni con parti correlate;
- verifica delle scritture contabili inusuali contrastando il rischio frode, ad esempio in presenza di scritture per elevato valore, importi “tondi” o con controparti ritenute sospette; in particolare, vengono solitamente indagate le registrazioni d costo @ banca, in quanto non transitate per un relativo debito; le stesse saranno oggetto di indagine da parte del revisore, che dovrà ottenere elementi probativi a supporto.
Anna Rossi – Centro Studi CGN































