Reddito da lavoro autonomo: il problema della ritenuta nel principio di cassa

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L’Agenzia delle Entrate, sempre nel corso della diretta MAP, ha precisato che il momento dell’effettivo incasso potrebbe non coincidere con quello di effettuazione della ritenuta da parte del sostituto.

In sostanza potrebbe essersi verificato che il cliente abbia perso la disponibilità della somma di denaro nel 2009, e abbia effettuato la ritenuta nel momento in cui impartisce alla banca l’ordine di pagare. Invece, il relativo accredito è effettivamente disponibile per il professionista solo nell’esercizio successivo. Il problema è, dunque, quello di comprendere in quale esercizio debba essere scomputata la predetta ritenuta.


L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la ritenuta deve essere scomputata dalle imposte relative al medesimo esercizio in cui l’incasso si considera avvenuto anche se il cliente ha effettuato il pagamento nel periodo di imposta precedente. In sostanza, la ritenuta deve seguire l’esercizio in cui viene dichiarato il relativo incasso.

IL CLIENTE

IL PROFESSIONISTA

§ pagamento nel 2009;

§ ritenuta operata nel 2009;

§ incasso nel 2009

§ il compenso deve essere dichiarato nel 2009

§ la ritenuta deve essere scomputata nel 2009;

§ pagamento nel 2009;

§ ritenuta operata nel 2009;

§ incasso nel 2010

§ Il compenso deve essere dichiarato nel 2010;

§ la ritenuta deve essere scomputata nel 2010;

§ è irrilevante la circostanza che la ritenuta sia stata operata nel 2009

Nicola Forte 


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Iscritto all'Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Latina dal 1987. Nato a Napoli il 15 agosto 1961, esercita la libera professione di consulente fiscale a Roma dal 1989 dopo aver conseguito la laurea in Economia e commercio con lode presso la Libera universita' Internazionale degli Studi Sociali - LUISS Guido Carli. Oltre all'attivita' professionale svolge da diversi anni un'intensa attivita' pubblicistica collaborando con il gruppo del Sole 24 Ore (con il quotidiano e con le riviste Guida ai controlli e Contabilita' & Bilancio). Autore di piu' di venti monografie in diritto tributario svolge anche attivita' di docente nell'ambito di master universitari e presso scuole ed enti di formazione come, ad esempio la Scuola di formazione Anselmo Anselmi presso il Consiglio Notarile di Roma e la Scuola superiore dell'Economia e Finanze. Fa parte della commissione studi tributari istituita presso il Consiglio Nazionale del Notariato ed e' specializzato in diritto sportivo. Fa parte del consiglio Direttivo della Fondazione Museo del calcio istituita presso il Centro Tecnico di Coverciano della FIGC. Ha partecipato nel 1990 ai lavori di una Commissione istituita presso la FIGC per la riforma della legge sul professionismo sportivo (Legge n. 91 del 1981). Lo studio e l'attenzione alle problematiche del diritto sportivo nasce da una profonda passione per le numerose attivita' sportive che pratica ed ha sempre praticato quali il tennistavolo, lo sci, l'atletica leggera, la scherma, la danza sportiva. Inoltre e' stato arbitro di calcio alle dipendenze dell'AIA dal 1977 al 1983 circa.

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