La stima dei rischi nei luoghi di lavoro

In questo articolo approfondiremo cosa significa e quali sono i criteri per stimare e misurare i rischi individuati, attraverso l’analisi della seconda fase dell’iter da percorrere per svolgere correttamente il processo di valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro, che, come abbiamo visto nel precedente articolo, può essere suddiviso in sei tappe.

FASE 1: INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI E DELLE PERSONE ESPOSTE
Identificare le potenziali fonti di rischio e le persone che possono esservi esposte.


FASE 2: STIMA DEL RISCHIO
Attribuire un “valore” ai rischi individuati nella fase precedente, anche in relazione all’adeguatezza o meno delle misure di tutela già adottate.

FASE 3: DETERMINAZIONE DELLE AZIONI PREVENTIVE E PROTETTIVE
Identificare le misure adeguate per eliminare, o perlomeno ridurre, i rischi.

FASE 4: ELABORAZIONE DEL DVR
Elaborare il documento di valutazione dei rischi, secondo le prescrizioni del “Testo Unico della Sicurezza sul lavoro”.

FASE 5: ATTUAZIONE DELLE AZIONI PREVENTIVE E PROTETTIVE
Mettere in atto le misure di prevenzione e protezione stabilite.


FASE 6: MONITORAGGIO E AGGIORNAMENTO
Controllare e aggiornare periodicamente la valutazione dei rischi e il relativo documento.

FASE 2: STIMA DEL RISCHIO

La stima del rischio consiste nell’attribuire un “valore” ai rischi individuati nella fase precedente (anche in relazione all’adeguatezza o meno delle misure di tutela già adottate), in funzione della probabilità di accadimento e della gravità del possibile danno.

Possiamo considerare il rischio, infatti, come il prodotto della Probabilità di accadimento (P) per la Gravità del Danno (D):

R = P x D

dove, la Probabilità di accadimento rappresenta la probabilità che il danno derivante da un fattore di rischio effettivamente si verifichi; mentre la Gravità del danno indica il grado di reversibilità o di non reversibilità del potenziale danno causato dallo stesso fattore di rischio.

Applicando un modello “a matrice”, siamo in grado di calcolare entrambe le variabili attribuendo alle stesse un valore numerico compreso tra 1 e 4, in base alle seguenti scale.

SCALA DELLE PROBABILITA’

SCALA DI GRAVITA’ DEL DANNO

Moltiplicando il valore assegnato alla probabilità per il valore assegnato al danno, è possibile, quindi, determinare il livello di rischio e, in funzione di questo, le tempistiche di attuazione degli interventi di adeguamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Facciamo un esempio di quanto fin qui detto.

Rischio A. Probabilità di accadimento: poco probabile (2); Gravità del danno: gravissimo (4).

2 x 4 = 8, quindi il rischio A sarà MEDIO.

Rischio B. Probabilità di accadimento: probabile (3); Gravità del danno: grave (3).

3 x 3 = 9, quindi il rischio B sarà ALTO.

In questo modo è possibile stabilire che le misure correttive relative al rischio B (ALTO) sono prioritarie rispetto alle misure correttive riguardanti il rischio A e, quindi, dovranno essere adottate per prime.

Concludendo, la stima e la misurazione dei rischi presenti nei luoghi di lavoro è funzionale alla definizione del programma delle misure di prevenzione e protezione, poiché permette di classificare gli interventi da attuare in ordine di priorità, a seconda del livello di rischio.

Autore: Sara Leon – Centro Studi CGN