Ecco come cambia il lavoro negli studi

Lo scorso 29 novembre è stato definitivamente siglato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti degli studi professionali, che si pone l’obiettivo di ridurre le difficoltà che frenano lo sviluppo delle libere professioni, tenendo conto dell’attuale crisi economica e del mercato del lavoro.
Il nuovo contratto contiene importanti novità destinate a cambiare la regolazione dei rapporti di lavoro all’interno degli studi professionali.
Ecco in sintesi le principali novità.

Le figure professionali coinvolte dal nuovo CCNL, sono i dipendenti degli studi professionali appartenenti alle quattro aree già individuate nei precedenti accordi:


  1. Area economica-amministrativa: ragionieri, commercialisti, consulenti del lavoro, revisori contabili ed altre professioni omogenee.
  1. Area giuridica: avvocati e notai.
  1. Area tecnica: ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, geologi, agronomi e forestali.
  1. Area medica: medici generici, medici specialistici, dentisti, odontoiatri, medici veterinari, psicologi ed altri operatori sanitari e professioni di valore equivalente ed omogenee all’area professionale non comprese nella predetta elencazione.

La vera novità è che il nuovo contratto viene esteso anche alle professioni che rientrano nella più ampia sfera delle professioni intellettuali, ivi comprese le società di servizi (ad esempio, i centri di elaborazione dati).

Il nuovo CCNL incentiva l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro attraverso una proposizione di innovativi strumenti contrattuali.
Il principale obiettivo è quello del coinvolgimento degli studenti universitari in percorsi brevi che mirano ad un graduale inserimento degli stessi in realtà professionali attraverso tipologie di lavoro flessibile da abbinare al proprio percorso di studi.

A tale scopo viene previsto il contratto di lavoro a chiamata, uno strumento mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro per lo svolgimento di una prestazione di lavoro in base alle reali necessità di carattere temporaneo del datore stesso.

Previsto anche il contratto di inserimento o di reinserimento, una forma particolare di contratto che favorisce l’inserimento dei giovani o il reinserimento dei lavoratori over 50 o delle donne.
Questo tipo di contratto prevede la riduzione degli oneri sociali a carico del datore di lavoro.

Ampio risalto viene dato al nuovo apprendistato, che entra a pieno titolo tra i profili riconosciuti dal nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro degli studi professionali.

Vengono però vietate la retribuzione a cottimo dell’apprendista, il finanziamento della formazione, le nuove modalità di formazione elettronica (e-learning), il prolungamento del periodo di apprendistato in caso di malattia infortunio o altre cause di sospensione involontaria superiore a 30 giorni  e l’applicazione delle norme sulla maternità e assegni familiari.

Prevista anche la certificazione del contratto di lavoro, una procedura volontaria attraverso la quale il datore di lavoro ed il lavoratore possono certificare, davanti ad apposite commissioni istituite  o presso gli enti bilaterali, il contratto di lavoro che da semplice scrittura privata assume maggiore forza di atto amministrativo conferendo chiarezza e stabilità al contratto stesso.

Rivoluzionato anche l’ordinamento del personale con l’introduzione di cinque nuove classificazioni valide per ognuna delle cinque macroaree, ognuna divisa in otto livelli classificatori e retributivi (la precedente versione del contratto prevedeva solo un’unica classificazione).

Il rinnovo contrattuale stabilisce nuovi livelli di retribuzione prevedendo, infatti, un aumento della retribuzione pari a 87,50 euro lordi, riferito al 3° livello, già a partire dal 1° ottobre 2010 (validità retroattiva).

Per concludere, è utile ricordare che l’articolo 33 del D.L. 201/2011, cosiddetto decreto salva Italia, riduce la durata del tirocinio per i praticanti degli studi professionali a 18 mesi anziché tre anni.

Insomma, una significativa rivoluzione per gli studi professionali ed i loro dipendenti, collaboratori e praticanti che, mi auguro, possa rappresentare una potenziale crescita del mondo delle libere professioni.

Autore: Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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